Magna Magna / Caffè dei poeti

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente su Novamag.it il 14 novembre 2006.


Caffè dei Poeti, Piazza Bice Piacentini 13, San Benedetto del Tronto (Ap)
E’ nel paese alto di San Benedetto del Tronto, girando a destra subito dopo il torrione medievale, che troviamo la piazza con parcheggio che ospita il Caffè dei Poeti, ristorante a gestione familiare situato in un vecchio ma ben tenuto edificio del centro storico, e diviso in tre piani.

All’ingresso (piccolo, come si deve per queste costruzioni), sulla destra, spunta una copia incisa su legno dell’opera più famosa di Annibale Carracci, Il mangiafagioli, e l’ambiente si rivela subito ospitale, seppure non decisamente spazioso. Arrivati in tarda serata – più o meno le dieci – ci sediamo al primo tavolo che incontriamo, subito dopo le due o tre scalette iniziali, proprio accanto al piccolo ascensore che trasporta i pasti dal ristorante alle sale. I più schizzinosi potrebbero avere da ridire sul coperto (una tovaglietta di carta per ognuno, su un tavolo in legno con numerose scritte e incisioni, forse di ragazzi e amici che, a tarda sera, passano di qui per una birra e alcuni stuzzichini); noialtri, però, siamo gente che s’accontenta, e quindi pazienza, anche perché l’ambiente è cordiale, e l’agio a tavola è qualcosa che vale mille punti.

Prendiamo il menù consigliato da quello che ci pare essere, dai comportamenti, il fratello del titolare. Iniziamo con una serie di antipasti: formaggi di vario tipo (ma il sottoscritto salta), focaccine con quel tocco di rosmarino che non guasta mai, e del prosciutto crudo tagliato a mano che è la fine del mondo. Delizioso, per questa particolare portata chiediamo il bis. Arrivano le olive all’ascolana – qui, in zona, immancabili – cremini fritti (divorati), funghi e verdure grigliate, affettato misto, mozzarelline con rucola e aceto balsamico. Piccoli arrosticini di carne con olive. Semplice, buono, e nel complesso il tutto si rivela quantitativamente soddisfacente (chi scrive odia le microporzioni). Accompagniamo da bere, prima un quartuccio di vino (siamo due persone), e poi semplicemente e deplorevolmente – mea culpa, mea culpa – acqua.

Passiamo, com’è ovvio, al primo: orecchiette con salsiccia, funghi e una spolveratina di parmigiano. Piatto servito saporito – cosa che il sottoscritto apprezza, altri forse no – e gradevolissimo. Il secondo, invece, scade nella banalità: un girello di vitello come tanti altri, passabile ma niente di che.

Evitiamo il dolce, avanti con caffè e ammazzacaffè. Venti euri pro capite, e si torna a casa. Da tornarci, nonostante il dedalo di viuzze in cui destreggiarsi (se non conoscete il luogo, fermatevi e chiedete consigli precisissimi), il parcheggio un po’ difficoltoso, e quel secondo che ti fa pensare che la cucina avrebbe potuto offrire di più. Tutto il resto, veramente squisito e gradevole.

One Reply to “Magna Magna / Caffè dei poeti”

  1. Con infinito ritardo, mi correggo (forse): più che su legno, mi pare ora di ricordare che l’immagine del dipinto del Carracci fosse su rame.

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