Blogopedia / La “cosa” di Storace

By | 5th July 2007

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente su Novamag.it il 5 luglio 2007.


Se anche voi, come Maurizio Gasparri, alla domanda sulle dimissioni di Francesco Storace rispondereste: «Non so, non ho seguito la vicenda», come riporta Anxae sul suo blog, be’, eccovi informati: l’uomo che un anno fa poté «tornare a fare il saluto Adduce senza fare incazzare Fini» (gioco di parole dello stesso Storace, con il cognome del senatore diessino Salvatore Adduce ed «al Duce») si è dimesso da Alleanza Nazionale, per fondare una costituente di destra, per un nuovo soggetto, in aperta e durissima polemica col leader del proprio partito.

E se qualcuno lo sbeffeggia – Rita, palesemente di sinistra, sul suo blog R-Esistenza infinita – per via del pensiero storaciano sul tempo del politeismo in cui dannatamente viviamo (vedi intervista dell’ex governatore ed ex ministro martedì sera a Otto e mezzo) e lo prende in giro (fonderà il partito del caciocavallo, con l’1% dei voti, tra la destra-destra della nipote della buonanima e la destra-centro di An, secondo Ouverture24), altri, aperti simpatizzanti del partito nato a Fiuggi si dividono.

Una parte dei blogger di destra accolgono si schierano dalla parte dell’ex ministro: Francidog ritiene che Storace abbia ragione, perché «in effetti chi è di destra vera pura e semplice, senza complicazioni "letterali" come centro-destra, ormai da qualche tempo non sa più su che simbolo fare la X sulla scheda elettorale. Infatti A.N. è ormai diventata "Forza Italia 2", non si notano differenze significative, e chi si identificava in posizioni più nette ed in qualche caso poco popolari ora vede le proprie idee sparire dai dibattiti, dai programmi di partito, dalla politica in generale insomma.eppure credo che non siano poi così poche le persone che la pensano in una certa maniera».

Ma c’è pure, ad esempio, il rispetto diffidente del Pizzino, che invita Storace a prendere contatto con la Fiamma Tricolore, ma non gli si accoda, rimproverandogli la "prostituzione" al ministero della Salute. O chi si accoda, come il blogger Verdier, a Storace nella critica a Gianfranco Fini: «Un partito comandato da un uomo che ha distrutto la base ed un elettorato che all’inizio aveva creduto in lui e poi è stato abbandonato, come una cosa vecchia, desueta, una zavorra (.). Io capisco che il signor Fini voglia frequentare i salotti buoni della politica, voglia far parte del PPE europeo e di tutte quelle cose che anela da chissà quanto. Ma quando un uomo si fa lasciare dai suoi amici più cari e poi dalla moglie, significa che qualche cosa non va (.). Se AN fosse un partito di centro e Fini non fosse stato il delfino di Almirante, direi: questo uomo è veramente in gamba. Ma per uno col suo passato, che passa il suo tempo a cercare l’applauso di Violante e Bartinotti invece che dei suoi elettori, non posso dire la stessa cosa».

C’è anche, d’altra parte, chi saluta con gioia la fuoriuscita proprio perché antistoraciano: è il caso dell’autore del blog di Camelot – Destra Ideale, ex missino, che accostando Storace (in maniera decisamente impropria, ad avviso di chi scrive) a Marcello Veneziani, Giuliano Ferrara ed Antonio Socci come uomo dei valori da difendere in questo Occidente disgraziato e decadente e senza radici – cristiane, of course – lo accusa di curarsi poco dei problemi reali, di inseguire i valori, o quello presunti tali, a danno della soluzione concreta delle cose, di un approccio empirico e liberale ai problemi della gggente, fino ad invitare gli storaciani ad unirsi alla nuova socialdestra abbandonando le proprie posizioni di potere.

Sul Megafono, l’autore, Domenico Naso (tra l’altro, collaboratore della rivista Ideazione e del portale Emporion), suggerisce agli amici di An di accompagnare "porchetta nera" via dal partito tra ali festanti di folla: «E’ una buona notizia per chi ha a cuore le sorti del centrodestra italiano e vorrebbe una destra moderna, europea e liberale. Gli ultimi rimasugli di veterofascismo di sinistra, dunque, abbandonano la destra che conta: il nuovo partito subito annunciato da Storace è la prova evidente che i cosidetti "sociali" hanno rappresentato fino ad oggi un freno al progresso del blocco liberalconservatore».

Più dialogante è Mirko De Rosa, sul blog Destra delle libertà: è vero che c’è bisogno di un congresso dopo cinque anni dall’ultimo, ma quali sarebbero questi valori traditi? E perché Storace mantiene quel posto che solo la sua presenza nel partito gli ha garantito (per via della legge elettorale, aggiunge il sottoscritto)? E se Storace non avesse atteso altro che creare il suo nuovo, micro-partito politico (l’accusa ricorre in molti blog)?

Tempi duri, ad ogni modo, per Alleanza Nazionale: dopo la partenza di Fisichella e Fiori, dopo la figuraccia di Selva, dopo La Russa e Gasparri che danno del matto a Gianfranco Fini, il divorziando del Family Day, è arrivata quest’altra tegola. Sarà colpa dello spostamento al centro di tutti i principali partiti politici, come scrive Liborio Butera. Sarà come disse Cacciari, il sindaco di Venezia: in Italia sono tutti un po’ democristiani. Forse anche in via della Scrofa, ecco perché Storace se n’è andato sbattendo la porta. Chissà cos’avrebbe combinato se fossero stati pure froci.

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