Inter-Milan

NESTA JUVENTUS-MILAN Arrivare a questa partita con soli sei punti di svantaggio (virtualmente tre) è miracoloso: una squadra in smantellamento, tatticamente confusa, senza terzini e con una rosa indebolita dalla cessione più illustre, ha messo in fila tutta una serie di risultati utili consecutivi – Palermo a San Siro a parte – fino ad arrivare ad un secondo posto quasi indiscusso, ad un passo dalla squadra che ha vinto gli ultimi quattro campionati.

Ritengo che l’Inter sia ancora più forte di noi, perché ha dimostrato di non mollare mai e perché nel calcio odierno l’atletismo e la potenza contano moltissimo e di entrambi questi ingredienti l’Inter dispone in abbondanza, laddove uno dei nostri mediani (Gattuso) è ormai spompato, il nostro regista è lento, il nostro super talento, seppure in formissima e autore di prestazione superlative, non corre più di tanto, e l’indispensabile Beckham usa l’esperienza tattica e l’intelligenza per trovarsi dove le gambe non arrivano. Tale divario, riguardo il prossimo derby,  è mitigato dallo stato di forma non eccellente degli appena recuperati Thiago Motta, Cambiasso e Muntari.

C’è da aggiungere che il rinnovato equilibrio tattico dovuto all’inserimento di un mediano in più e di sir David e il buon tasso tecnico possono essere le due armi in più del Milan: se da un lato la capacità di rallentare che può avere Beckham può aiutare gli acciaccati interisti a non spremersi e a mantenere intatta la loro forza fisica fino al novantesimo, dall’altra parte può garantire al Milan la possibilità di attuare il gioco che le è più congeniale, fatte salve le accelerazioni dei terzini (che comunque devono stare attenti a difendere, Abate per la sua inesperienza al ruolo che ha già causato svarioni in questa stagione, Antonini per la contemporanea presenza dell’offensivo Maicon e dello scarsamente rientrante Ronaldinho) e i lanci lunghi di Pirlo per Borriellone; quest’ultimo, assieme a Nesta, è uno dei giocatori da cui questo Milan (o questo modulo di gioco) non può prescindere.

A essere maligni, si può dire che i piagnistei preventivi di Oriali e Paolillo e la nomina di Rocchi abbiano dato garanzie ai nerazzurri circa la possibilità di attuare un gioco duro, che magari potrebbe costare qualcosa all’insostituibile Nesta e ridurre il citato e fragile Borriello ad una partita di inutili e pericolose sportellate coi colossi dell’Inter. Certo, ai rossoneri è stato evitato l’impegno infrasettimanale di Coppa Italia e la fatica di concentrarsi anche al Fiorentina-Milan ormai spostato di un mese, quindi lasciamo stare le cattiverie. Il grande stato di forma di Sneijder, la tenacia dell’Inter e la fase ancora sperimentale, a mio avviso, della coppia di terzini del Milan, l’ineliminabile imprevidibilità di Nelson Dida sono tutti fattori che lasciano pendere la bilancia dalla parte dei campioni in carica.

Le mancanze dei loro Chivu, Stankovic, Eto’o fanno il paio con quelle di Seedorf (in panchina), dell’esperto Zambrotta e di Pato. Da un lato c’è voglia di vendicare l’umiliante sconfitta dell’andata, dall’altro lato c’è la consapevolezza che, proprio pensando ad un girone fa, quello che si sta ottenendo oggi è tutto grasso che cola, in attesa di una futura e robusta rifondazione. Rispetto agli annunciati proposito di Leonardo, io schiererei Flamini (da non cedere assolutamente al City o a chicchessia) al posto di Gattuso, più, come sempre, Abbiati al posto di Dida – temo che il ritorno alla papera del portiere brasiliano coinciderà proprio col derby, ma faccio gli scongiuri.

Pronostico un 1, spero in un 2 e non in un pareggio che, vista la classifica, avrebbe comunque un sapore amaro (considerato che in vista del prosieguo del campionato loro si sono già tolti dalle scatole un match contro i viola e definitivamente l’ostico Bari, mentre noi solo il debole Siena, e ciò ci pone in leggero svantaggio anche rispetto ala calendario, che comunque è ancora lungo). Grazie ragazzi per la bella stagione, e forza Milan!

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