Ben vi sta

polverini urla Lo vediamo tutti i giorni nella società italiana: laddove si procede per cooptazione, per scelte che esulino dal merito, dalle competenze, dalle abilità acquisite sul campo, ci si ritrova alle prese con scelte errate che, nel caso di un’azienda come nella pubblica amministrazione, non fanno altro che produrre inefficienze e fallimento degli obiettivi prefissati.

Non è altro che conseguenza di questo modo di comportarsi il fatto che il partito del presidente del Consiglio – entrato in politica con l’obiettivo di modernizzare il paese portando l’efficienza del privato nell’apparato statale – non riesca nemmeno a presentare le liste nel Lazio o a trovarsi coinvolto in un problema di autenticazione di firme in Lombardia.

C’è chi lo ha detto nelle sedi del partito, chi sui giornali, chi in colloqui privati, chi in qualche circolo di provincia, chi sul web: da tempo molti hanno segnalato questa degenerazione presente in Forza Italia e, poi, nel Popolo della Libertà. La già citata efficacia aziendalista si è trasformata nell’incapacità di rispettare una scadenza e nella creazione di un partito di massa spaccato a metà. Uno strumento politico così mal ridotto non poteva far altro che produrre un governo conservatore ed una maggioranza di pretoriani feroci e, spesso, ignoranti, e non un gruppo dirigente con eccellenze di spicco ed una mole di appassionati militanti. Anche la candidatura della Polverini sta mostrando, in queste ore di patetici appelli, tutti i suoi limiti.

Sceglie tutto Berlusconi, e per colpa sua o perché mal consigliato sceglie male – cosa che capita, tra l’altro, anche nelle proposte parlamentari in materia di giustizia da nove anni a questa parte. Quello che era – o sembrava essere, forse è stato un abbaglio – un partito di entusiasti e di buone menti si è trasformato da molto tempo in un esercito di rozzi e mediocri soldatini. O come ha detto il ministro Rotondi, una banda di incapaci.

C’è chi tutto questo l’ha voluto, chi ne ha beneficiato e chi l’ha accettato: benvenuti nel partito dell’amore.

Leave a Reply