Link del 5 aprile 2010

By | 5th April 2010

Il lento tramonto del berlusconismo (Mario Seminerio, Phastidio, 30 marzo 2010)
Programmare la resistenza (Marco Beccaria, Far finta di essere sani, 31 marzo 2010)

7 thoughts on “Link del 5 aprile 2010

  1. kagliostro

    Mamma mia quanto sei diventato vecchio.
    Una volta tu questi articoli li avresti fatti a pezzi (e Phastidio non li avrebbe scritti) per l’alto tasso di banalità (aggravata dal fatto che ‘ste cose le scriveva Repubblica 15 anni fa) e di frasi fatte.
    Mo’ addirittura li porti ad esempio.
    Che brutta cosa voler fare i “diversi” seppoi porta a scrivere banalità.
    Non è meglio qualche critica in meno, ma complessa e concreta, rispetto al catastrofismo straccione giornaliero con annesse previsioni da 4 soldi alla Scalfari?
    A che serve? o è tanto per autocelebrarsi dopo 3 anni con un post dal titolo “il-miracolo-non-c’è-stato-come-vi-avevo-detto”?
    Forse il degrado c’è veramente…
    Bah…

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  2. Corrado

    Repubblica scriveva che il berlusconismo era finito perchè pensava a Prodi e al suo cattocomunismo. Altri invece fanno notare che ora stiamo appaltando tutto alla Lega: perchè, allora, non indossare direttamente la camicia verde?

    Poi, che critiche in meno si dovrebbero fare? Al Pdl sono rimasti tutti i vecchi difetti di An e FI che per tutto il quinquennio del passato governo Berlusconi abbiamo sottolineato senza abbandonare il senso di appartenenza ad un gruppo politico; questo governo, inoltre, è segnata dalla stessa timidezza riformatrice di quello Berlusconi II-III. Cosa è cambiato? Nulla, e devo stare ancora a precisare cosa non va bene in maniera “complessa e concreta”?

    Tra l’altro, io ho memoria: il nostro rimprovero al governo dell’Ulivo era quella di aver fatto sì crescere l’Italia, ma la metà di quanto facessero i grandi paesi europei. Oggi lo stesso rimprovero può essere fatto al governo del Pdl: la nostra crescita economica è asfittica, punto. Mi dirai: ok, ma il governo ha voluto evitare macelleria sociale, mantenere la coesione, c’è stata la crisi bla bla bla. Ti risponderò: cazzate. La vera macelleria sociale è rinviare le riforme, ripristinare i privilegi degli ordini, dire sempre che le tasse saranno tagliate più in là, che la burocrazia è stata tagliata mentre il parlamento ha sfornato leggi su leggi, spostare i soldi da sud a nord spacciando il tutto per federalismo fiscale eccetera: tutto questo blocca la scalata sociale, blocca la crescita, disincentiva la responsabilità degli amministratori locali e quindi la possibilità dei non ricchi di diventare ricchi.
    Io voglio diventare ricco, ecco perchè le mie critiche non sono quelle di Repubblica.

    E riapri quel cacchio di blog sennò dove ti insulto? 🙂

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  3. kagliostro

    Corrà, l’ipotesi che la Lega cannibalizzi il PDL, così come quella che DI Pietro cannibalizzi il PD è una puttanata che possono scrivere solo i giornalisti perché devono riempire le pagine del giornale a fine giornata.
    Ma a persone serie un’ipotesi del genere non deve venire nemmeno in testa o quantomeno la dovrebbe analizzare RAZIONALMENTE.
    La Lega non sta cannibalizzando proprio niente: sta semplicemente usufruendo del crollo culturale del PD che non fa vergognare più la gente di dire di votare Bossi.
    Così come l’MSI passò dal 6% al 13% e da lì non s’è più mosso per 10 anni.

    L’unico al mondo che è riuscito in un’impresa di TRAVASAMENTO INTEGRALE di un bacino di voti in una democrazia è stato Berlusconi grazie a Tangentopoli.
    TRavao che poi è stato virtuale visto che i blocchi sono rimasti sempre e solo quelli post prima guerra mondiale. Solo che si chiamano in modo diverso.

    Ma ti sei accorto che in Emilia, sommando GRillo ed Errani sempre al 60% stanno? e ti credi che se morisse GRillo quei voti li prenderebbe la Lega?
    I blocchi quelli sono e così resteranno vita natural durante.

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  4. kagliostro

    OPS, è zompata una frase a metà.

    Quelli che oggi votano Bossi/Storace/Di Pietro/Grillo sono persone “ai margini” (non in senso negativo) che fino a ieri votavano PDL/PD, ma che in determinate condizioni (ad es. il crollo di un partito come il PD) fanno muovere grandemente, ma in modo circoscritto, solo le acque del bacino elettorale in cui nuotavano fino a ieri.
    Poi ti danno anche quel PICCOLO differenziale per vincere le elezioni.

    Tu che sei un esperto di votazioni elettorali ti sarai accorto che dal ’94 ad oggi, le percentuali dei due blocchi sono sempre quelle con piccoli scarti a seconda del periodo.

    Così come il PD – INSESISTENTE – non deve preoccuparsi del suo bacino elettorale di sinistra che starà lì secula seculorum. Si deve preoccupare solamente che i suoi elettori non li prendano a legnate quando li vedono per strada.

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  5. kagliostro

    In ogni caso, l’aumento dei voti di un partito “piccolo” non è affatto detto che corrisponda ad uno “sbilanciamento”.
    Semmai è molto più logico che l’avidità elettorale lo porti a moderarsi e stabilizzarsi di più per raccogliere ancora più consensi.

    Esattamente quello che è successo ad AN.
    O quello che è successo al PDS/PD.
    E quello che è successo “parzialmente” alla Lega in questi anni.

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  6. kagliostro

    E’ ovvio che vadano alla Lega, Corrà.
    Come è ovvio che quelli “persi” dalla DC andarono a Berlusconi.
    Come dovrebbe essere altrettanto ovvio che un fenomeno locale è un fenomeno locale che può avere anche grossi sbalzi (ce lo ricordiamo il 10% della Bonino?) che poi automaticamente vengono riassorbiti.
    Tu che sei un fine analizzatore di flussi elettorali lo dovresti sapere meglio di me, altro che cannibalizzazione.

    Ma continuo a non capire come fai a linkare (e Phastidio a scrivere) ‘ste cazzate sul catastrofismo alla Michele Serra.

    Anzi… a capire lo capisco, perché ultimamente l’astio nei confronti del berlusconismo (cosa di cui non me po’ frega di meno) arriva da una parte che fino a qualche anno fa si era distinta per tesi pacate e ragionate.
    Ed oggi invece è sempre più su posizioni non solo radical-chic e spocchiose (in fin dei conti non c’è nulla di male a voler essere “diversi”), ma anche mooooolto ideologizzate.
    Corrà, lascia che te lo dica: i liberisti italiani DOC, non quelli di plastica di Berlusconi, ultimamente danno l’idea di essere delle fighette isteriche. E da qualche tempo a questa parte mi sembra sempre più di vedere bandierine invece di ragionamenti.
    Senza contare che quando un De Bortoli riesce a svettare su un Ostellino, apparendo oltretutto come un gigante, allora vuol dire che qualcosa non sta funzionando.

    Ovviamente te sei escluso perché te sei veramente una delle persone più intelligenti che ho conosciuto, però statte accorto che la febbre dell’ideologia fa sragionare con molta facilità.

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