Meno male che il Palermo c’è

Leonardo con il pollice alto Il Milan è arrivato terzo, ed è tutto merito di Leo. Di più non si poteva ottenere, anche perché il Milan ha dimostrato di essere una squadra da scudetto solo per 20-25 giornate sulle 37 giocate: a questo filotto finale da retrocessione, ci sono da aggiungere anche i tonfi e i pareggini in serie che hanno preceduto Milan-Roma. Questi sono numeri che dimostrano la pochezza della rosa, alla faccia di un altro numero, quello dei «ventinove campioni ineguagliabili» che Silvio Berlusconi sventolava lo scorso luglio.

La tristezza di questo pomeriggio è la stessa di questi ultimi mesi: così come contro Napoli e Parma non siamo riusciti con le nostre gambe a raggiungere la vetta, così oggi contro il Genoa non siamo riusciti a raggiungere da solo il terzo posto, e solo il pareggio del Palermo ce l’ha consentito.

Abbiamo bisogno di due terzini (Abate è un’ala, e anche riciclata forma assieme ad Antonini una coppia di discreti terzini di riserva), un regista, una punta più forte di Borriello perché poi se incontri Samuel e Lucio è normale non metterla dentro anche se ti sbatti fino alla morte lì in attacco. Forse anche un mediano (ma ne abbiamo tre in rosa), e sicuramente da riposizionare quale titolare fisso in porta Abbiati, cercando di riprenderci Storari.

Ovviamente, non si può prescindere dalle conferme di Thiago Silva e Pato, a dispetto delle richieste del Chelsea, così come dalle motivazioni di Ronaldinho e dallo stato di salute di Nesta. A questo proposito, io non sono tra i critici dell’ingaggio di Yepes: sarà riserva, da 34enne andrà a sostituire il 38enne Favalli, e già solo anagraficamente ci si guadagna. Una coppa centrale Nesta-Thiago Silva con dietro Bonera e Yepes mi tranquillizza. Il problema è il centrocampo, troppo lento e troppo facile da infilare, che chiede continue prestazioni monstre a chi sta dietro.

A un certo punto ho pensato allo scudetto, ma col senno di poi credo che più di così non si potesse fare. Il terzo posto è un miracolo, il migliore dei risultati possibili per chiunque abbia un po’ di raziocinio calcistico. Certo, l’aria che tira è quella di un’altra estate al risparmio, e la squadra che ne uscirà fuori assai difficilmente sarà più forte di quella attuale.

Dovremmo, sostanzialmente, smetterla di snobbare la Coppa Italia per non rimanere un’altra volta a szeru tituli, e ho detto tutto.

Ciao Leo, e grazie: i milanisti ti stimano.

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