Alcune cose che ho capito di questa città

By | 10th May 2010

Metelkova Devo dire che ci sono rimasto male, sabato sera, quando già prima dell’una di notte non riuscivo a trovare un locale dove stare in centro, di quelli sul fiume, perché stavano tutti chiudendo (a dire il vero uno era pien pieno di gente, nei giorni scorsi esibiva anche la scritta “Best mojito in town”, ma c’era un tipo dell’ambasciata che metteva il terrore alla mia coinquilina romana e collega di tirocinio, quindi niente). Forse qui si fa tutto un po’ prima dell’Italia, la cena, il sabato sera, gli orari di ufficio (ancora non li vedo, ma mi mi dicono che gli autobus delle sette sono stracolmi), e questo mi piace assai poco. Essendo in due causa forfait multiplo, non sapendo dove andare, ci rechiamo nell’unico posto di cui la coinquilina parla da una settimana: il Metelkova, un super centro sociale a scompartimenti con piazzola compresa, sorto all’interno di una caserma dell’esercito della ex Iugoslavia e sopravvissuto a numerosi tentativi di sloggiamento, dove la birra a basso prezzo scorre a fiumi il mio giubbotto Blauer era assolutamente fuori luogo. Considerato che la coinquilina aveva portato me, la nostra amica siciliana e il sottoscritto in un altro centro sociale già il venerdì sera, diciamo che è bastato un weekend sloveno a rivoluzionare il tipico weekend del sottoscritto. Tra l’altro, in questo posto di cui ora mi sfugge il nome ci hanno chiesto all’ingresso di firmare un foglio perché era una sorta di “smoking day”, e qui mi taccio. Ok, scarabocchio e siamo entrati, ma c’erano tavoli e sedie e per chi veniva da una settimana di lavoro, trasloco e super scarpinate era sufficiente a garantire la felicità.

Ora mi accorgo che sono andato fuori tema e che quindi il titolo non è proprio appropriato. Pazienza. Volevo solo segnalarvi che l’altro problema che ho è quello dei libri: riempita la valigia di mille cose, tra cui dizionari, grammatiche e manuali di conversazione in sloveno, non ho con me nulla da leggere. A cercare Italian bookshop in Ljubljana su Google esce fuori sto file word: a Wolfova ulica (una parallela del lungofiume occidentale prima dei tre ponti) avevano solo la traduzione di pallosissime poesie romantiche di France Prešeren e un libro per bambini. Domani riprovo in Slovenska cesta, ma dalla vetrina sbirciata l’altro giorno penso che troverò poco.

Ad ogni modo, l’obiettivo di questa settimana è riuscire a bere un bicchiere di vino stando seduto, con calma, fuori da qualche locale sul lungofiume. E finire il capitolo sui sostantivi sloveni. Non mi pare di chiedere troppo.

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