Alla rinfusa: pallone e cinema

Grave Danger-  Mi pare che abbia poca ciccia la teoria secondo cui il disastro mondiale è figlio di Calciopoli. Ricordo che prima del 2006 abbiamo collezionato brutte figure agli Europei del 1996 e del 2004, e ai mondiali del 2002 (ok, quello fu un mondiale paurosamente taroccato nelle partite degli avversari della Corea, e comunque resto convinto da otto anni che l’avremmo vinto se ci fosse stato l’Eugenio Corini del Chievo dei miracoli al posto di un centrocampo di mediani). Dopo Calciopoli, ricordo un girone di qualificazione europeo col record di punti per la nazionale azzurra, e una sola partita sbagliata, quella contro l’Olanda, da parte di Donadoni. Nel frattempo, le squadre italiane hanno vinto la metà delle Champions League post-Calciopoli. Un po’ pochino per produrre inferenze, non trovate?

– Al cinema arriverà ad ottobre Buried, di cui verrà proiettata un’esclusivissima anteprima a Roma il mese prossimo (qui il trailer). La trama è quella di un soldato americano in Iraq che ad un certo punto si ritrova misteriosamente seppellito sotto terra. In attesa, io consiglio sulla stesso tema (seppelliti sotto terra) di vedere Grave Danger, lo spettacolare episodio di CSI: Las Vegas diretto cinque anni fa da Quentin Tarantino.

One Reply to “Alla rinfusa: pallone e cinema”

  1. L’Italia è sopravvalutata. Nel calcio moderno i titoli degli anni ’30 contano un bel nulla, anche se si chiede ai nostri di dimostrarsi degni di una squadra con 4 titoli. A mio parere siamo degni di una squadra da 2 titoli, che a parte le parentesi anni Sessanta e Juve anni Settanta, ha dominato in Europa, come calcio, grazie all’apporto del calcio straniero. Il Milan degli anni Novanta cos’era senza gli olandesi, senza Savicevic, Boban? Una buona squadra di difensori italiani e qualche genio alla Donadoni, insomma, un bell’aiuto c’è stato.

    Ci sopravvalutiamo, tutto qui e non può andarti sempre di lusso. A Lippi nel 2006 è andato tutto troppo bene, con avversari non irresistibili, fino alla semifinale. La finale fu dominata dalla Francia e fu vinta solo ai rigori. Non per ridimensionare, perchè ogni mondiale è meritato, ma giusto per chiarire che per vincere 2 mondiali di fila ci vogliono i Pelè e i Garrincha, non i Pepe e gli Iaquinta.

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