Il metodo Boffo applicato al calcio

By | 21st September 2010

Franco Ordine Avete presente la pratica giornalistica battezzata “metodo Boffo” da uno dei suoi teorizzatori, e consistente nel trattare a pesci in faccia e palate di merda quelli che erano i compari di ieri e che oggi, per caso o per scelta (propria o altrui) si ritrovano a calcare altre strade? Bene, oltre che alla politica, trova applicazione anche nel calcio.

Dopo l’intervista rilasciata da Leonardo alla Gazzetta dello Sport, quella del «A Narciso tutto quello che non è specchio non piace» e del «Mai dire mai» all’Inter, i giornalisti di casa si sono schierati come – forse – mai prima.

Prendete Mauro Suma, che ieri sera in televisione faceva dell’ironia, dicendo che Leo potrebbe allenare la Roma perché là «non c’è un presidente», e non il Liverpool perché lì, invece, il presidente c’è. Oppure, leggete quell’articolo di cattivo gusto scritto da Franco Ordine e pubblicato sabato scorso dal Giornale, una difesa d’ufficio dell’intoccabile proprietà che sempre ragione ha. E dall’alto della sua ragione, la proprietà assume l’allenatore emergente della Serie A, che schiera prima Ibrahimovic poi Inzaghi ala destra, come faceva l’irriconoscente brasiliano con Huntelaar: il primo, però, segue i dettami della proprietà, mentre il secondo la faceva “disamorare” della squadra. Per non parlare di Pato, che là era e là e rimasto, di Leonardo che ha recuperato Ronaldinho e Antonini, e che ha cercato di mettere a sedere io-sono-Gattuso, mentre l’uomo che non si presenta ai matrimoni non trova ancora il bandolo della matassa, mette insieme Seedorf, Pirlo e il bravo Boateng che però non rientra mai, mentre dietro è un continuo due contro due per Nesta e Thiago Silva.

Stia attento, Allegri a lamentare una mentalità da grande che forse manca solo a lui, poichè la luna di miele potrebbe finire presto, e allora le colpe saranno tutte sue, cattivo sarto di buona stoffa (cit.) col peccato di non aver saputo evitare l’appalto del suo lavoro alle manie calcistiche del Cavaliere.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *