Where are you from?

Emigranti italianiInizio a temere questa domanda, o, almeno, non la vedo di buon occhio.

Già quando ero in Slovenia una delle prime cose che mi erano state dette è che lì i night club sono quasi esclusivamente frequentati dai miei connazionali; un’altra cosa che ho notato a Lubiana è che se un tassista ti sente di notte parlare italiano, subito ti si avvicina e ti chiede: “Night club? Trombare?” – sì, nella nostra lingua.

Ora, è successo che la mia coinquilina americana, pochi giorni dopo l’arrivo nella nostra abitazione qui in Inghilterra, mi abbia confessato che, quando aveva saputo dal proprietario della presenza in casa di un italiano, si era sentita leggermente preoccupata (e pensare che l’altro coinquilino è greco, non svedese – e comunque poi ha subito precisato “you’re a gentleman!”).

Inoltre: la settimana scorsa stavo assistendo ad una lezione di lingua inglese per studenti stranieri, e dietro di me c’era una ragazza con la quale inizio a parlare e che ad un certo punto mi ha chiesto da dove venissi. “Italy” ho ovviamente risposto, e guardandola in faccia non sembrava molto contenta di questo; alla mia domanda, ha risposto “Romania”, e subito mi ha fatto notare che lei comunque sapeva cosa pensiamo noi italiani dei romeni. Le ho fatto notare che non è vero, sono sciocchezze, ma per tutta la giornata successiva la cosa mi ha fatto riflettere: ho messo insieme tutti questi episodi, e ho iniziato a chiedermi se questi siano dovuti ad uno stereotipo diffuso, o se sia in effetti colpa nostra – e per nostra intendo la maggior parte degli italiani che infestano il globo.

Una risposta non me la sono data però, ecco, ci sono rimasto male.

One Reply to “Where are you from?”

  1. La risposta alla tua domanda? metà e metà…spesso quando vedo gli italiani all’estero mi vergogno come una ladra, e per guadagnare punti cerco di integrarmi al meglio nell’ambiente circostante (ad esempio parlando tedesco in Germania, in modo da far capire che amo il loro Paese). Poi è anche vero che la nostra fama ci precede, e di certo le alte sfere, che dovrebbero essere persone di cultura e non dei buzzurri, in questo non aiutano nel farci uscire dagli stereotipi.

    Fortuna che ho un cognome straniero. Almeno mi prendono per straniera trasferita in Italia 😉

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