Di Fini, di Futuro e Libertà e del lodo Alfano (che lodo non è)

By | 26th October 2010

Gianfranco FiniGianfranco Fini si rivela quello che è: una mezza tacca. Eppure, avevo visto con interesse la nascita di Futuro e Libertà. No, non sto parlando del voto favorevole alla retroattività dell’immunità per le alte cariche, ma di un paio di dichiarazioni di politica economica che non mostrano nulla di nuovo, ad esempio, rispetto alle usuali proposte del Pd, né di utile per il paese. Il leader della destra moderna e liberale, invece di iniziare a sostenere che la pressione fiscale dovrebbe scendere un tantino, ne propone un inasprimento, cioè l’aumento delle rendite finanziarie così come piacerebbe a Prodi e Bersani (e forse anche a Tremonti, poiché l’importante è il rigore, poi se tratti il contribuente come suddito e tagli quello che ti passa sotto mano, che importanza ha?). Dopo, Fini se l’è presa con Marchionne, invece di tacere, o magari proporre qualcosa di nuovo o, addirittura, liberale. Capita, così, che chi liberale lo è davvero e lo è sempre stato, si ritrovi ad arrampicarsi sugli specchi, oppure a dire semplicemente che Fini ha torto. No, mi dispiace, FLI non sembra in questo momento il partito che fa per me, e tanto varrebbe votare per l’originale. Ma andiamo avanti.

Io sono d’accordo con l’introduzione di forme di immunità per le alte cariche, e anche con quella parlamentare (seppur differente da quella del ‘93). Ritengo, molto banalmente, che nell’ottica di un equilibrio dei poteri i magistrati debbano essere liberi dal controllo dell’esecutivo, e allo stesso tempo lo svolgimento di impieghi pubblici di grande rilevanza debba essere protetto da qualche pazzia di un procuratore fuori di senno – e no, non sto pensando a nessuno in particolare, è solo in linea principio, semplicemente perchè

 

nell’affrontare questi problemi ci si deve liberare da quelle che un grande giurista, Carlo Esposito, chiamava le “ricostruzioni mistiche” degli organi che svolgono funzioni costituzionali. Le visioni per cui l’attribuzione ad un organo della qualifica di imparziale varrebbe di per sé a garantire il titolare dal rischio di commettere abusi o distorsioni. In una visione realistica, qual è quella che le Costituzioni hanno, e debbono avere, tutti gli organi possono abusare del proprio potere, siano essi organi politici (il presidente del Consiglio o la maggioranza parlamentare) o organi in posizione di terzietà (i giudici) o semplicemente di neutralità rispetto all’indirizzo politico di maggioranza (Il Presidente della Repubblica).

A differenza delle tante leggine e dei tanti strafalcioni giuridici con cui Forza Italia ed il Popolo della Libertà hanno intasato il parlamento negli ultimi anni, il lodo Alfano (che lodo non è, ma pazienza) è una proposta di legge che, nella sua versione costituzionale, si può finalmente difendere e sostenere senza il terrore di mettere nel nostro ordinamento un’altra legge scritta pensando a questo o a quel processo (sì, ok, probabilmente lo è, ma in linea di principio no). E se il principio è giusto – sottolineo: se – non si vede perché depotenziarlo non prevedendo la retroattività dell’immunità. Qui FLI ha fatto molto bene a votare a favore, ma Fini s’è mostrato ondivago o confuso, di nuovo: prima era no, e mo è sì (cit.).

6 thoughts on “Di Fini, di Futuro e Libertà e del lodo Alfano (che lodo non è)

  1. ilCamisa

    Niente di più vero. Per la cronaca… Io non avevo nemmeno quell’interesse iniziale… 🙂

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  2. Corrado

    Beh, oddio, io una piccola piccola piccola piccola speranza che questo partito sia interessante ce l’ho ancora. Spero che Fini sia catechizzato in materia economica da uno dei pochi non ex fascisti del gruppo.

    Temo, però, che la mia sia una speranza mal riposta.

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  4. demopolis

    Il fisco farebbe bene tassare le varie rendite finanziarie e d’investimento,ad un tasso equiparabile a quello da lavoro dipendente. E questione di giustizia fiscale. Oltre, naturalmente a dare la caccia agli evasori nazionali e offshore. Non c’e ragione per favorire chi vive di rendita. La politica fallimentare ed obsoleta di Reagan (trickle down economics), ha causato la presente crisi globale che, per uscirne fuori ci vorranno parecchi anni. Riducendo le tasse sulle rendite piu’ alte, non diede il risultato illusorio che sarebbero cresciuti gli investimenti. Politiche del genere favorisconi una esigua percentuale dei cittadini, a danno della strangrande maggioranza e a danno dello sviluppo complessivo di una nazione. E da vigliacchi (non da furbi) possedere beni di gran lusso, e dichiararsi “nullatenenti” per evadere il fisco.

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  5. Corrado

    Sì, ok, nel frattempo:
    – aumentiamo ulteriormente le tasse (come se non fossero già alte di loro);
    – ripetiamo il mantra di politici di destra e sinistra, quello della lotta all’evasione, scusa utile per non toccare nulla;
    – teniamo alta la spesa pubblica (magari facendo tagli lineari in stile Tremonti).

    A questo punto, FLI non è altro che una copia di partiti già esistenti. No, grazie.

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