Tra fallimento del PdL e tenuta del Pd, i sondaggi aiutano Fini

By | 2nd November 2010

PallottoliereLeggere i sondaggi è sempre interessante. Fa anche capire quali sono i margini di manovra dei leader politici, e anche di chi semplicemente bazzica nel sottobosco parlamentare.

Ad esempio, a guardare la media di Nota Politica (aggiornata al 25 ottobre) e l’ultimo sondaggio Crespi del 26 ottobre, si nota come quel partito pieni di problemi, di mugugni e di liti interne che è il Pd, non sia molto lontano nei prossimi mesi – se il trend attuale viene mantenuto – a diventare il primo partito italiano, essendo a soli 3 punti percentuali dalla macchina da guerra berlusconiana che nel 2010 si è andata lentamente logorando.

Da notare che, a legge elettorale vigente, il dato elettorale secondo Crespi accredita i finiani, fatti i conti, di 43 seggi alla Camera senza bisogno di alleanze, cioè più di quanti ne abbia oggi la pattuglia FLI a Montecitorio.

Ora voi direte: ma c’è anche il Senato, le elezioni polarizzano gli elettori, bisogna vedere le alleanze e la grande capacità di Berlusconi di mobilitare l’elettorato. Vero, tutto vero. Ma è anche vero che questi numeri mostrano:
– che il centrodestra è comunque maggioritario nel paese, ma che l’asse si va spostando sempre di più verso la Lega;
– che, nonostante tutto, il Pd non sprofonda;
– soprattutto, che le migrazioni dal PdL al nuovo partito del centrodestra forse non sono finite – come si preannuncia ormai da giorni – perché elettoralmente, e quindi a livello di poltrone parlamentari disponibili, c’è trippa per gatti. E i movimenti tellurici nella maggioranza, Ruby o non Ruby, potrebbero quindi essere destinati a continuare.

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