Del Mondiale per club

L'Internacional di Porto Alegre alza la Coppa del Mondo per club vinta nel 2006Tra un paio di settimane inizia il Mondiale per Club, con l’Europa – e l’Italia – che presenta l’Inter ai nastri di partenza. La supergufata malefica è assicurata, ovviamente, ma quello che voglio scrivere ora è che, a differenza di quello che molti tifosi interisti fecero tre anni fa (sminuire l’importanza del torneo per via della presenza di squadre oggettivamente imbarazzanti), io penso che vincere questo trofeo sia molto molto importante.

Per prima cosa, fermo restando il fatto che la finale è sempre (forse) la stessa della vecchia Intercontinentale nel formato Toyota Cup, si gioca una partita in più: seppur contro una squadra molto debole, vincere due partite è sempre più difficile che vincerne una. Considerato che il vecchio trofeo (sia nella formula andata e ritorno più eventuale spareggio, sia in quella a partita unica giocata in Giappone) aveva gran fascino e tutti cercavano di vincerla, questo Mondiale per Club un tantinino di prestigio in più dovrebbe averlo.

Secondo punto: la palla è tonda. Pur essendo cinque squadre su sette di categoria oscillante tra l’allegra compagnia di brocchi e l’ammucchiata di mediocri, comunque quella che incontri, per quanto colma di asini sia, la devi battere, e nel calcio non si sa mai.

Terzo punto: a vedere l’albo d’oro, nelle 49 edizioni disputate (compresa quella “doppia” del 2000) a vincere sono state squadre sudamericane 25 volte, europee 24. Col nuovo formato (2000 compreso) il risultato è di tre successi a tre. Che sia un trofeo facile da portare a casa, quindi, è tutto da dimostrare.

Io comunque sono dell’idea che per rendere questo torneo veramente di caratura mondiale, dovrebbe ospitare i campioni in carica (o i vice, nel caso i campioni siano già qualificati) e soprattutto dovrebbe essere ospitato a turno da paesi calcisticamente più evoluti (magari ogni tanto con capatine in Oriente e paesi arabi). Togliete alla prossima edizione la squadra degli Emirati arabi e mettete il Barcellona più una tra Real Madrid, Chelsea, Roma, Bayern Monaco o Marsiglia (ma anche Twente, Benfica, Zenit, Peñarol, Argentinos Juniors o i campioni del Brasile), e molto probabilmente avrete un torneo molto più interessante già dalle semifinali, e certamente a livello sportivo più corretto visto che tutti i partecipanti partiranno alla pari e dovranno affrontare lo stesso numero di partite per vincere.

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