La Costituzione a giorni alterni

By | 5th April 2011

Costituzione della Repubblica ItalianaUna delle cose che più mi ha sempre incuriosito e, per certi versi, irritato, è il fatto che in Italia, particolarmente sui giornali, nelle piazze e nelle sedi di partito, vi siano un numero di persone che intendono il proprio impegno politico come difesa della democrazia e della costituzione, salvo ricordarsi a spizzichi e bocconi proprio la stessa costituzione.

Ho già fatto notare il caso dell’art. 138, ma l’esempio più lampante è sempre stato quello del trattamento riservato all’art. 11 della Costituzione, il quale afferma:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Significa che l’Italia può effettuare solo a) guerre di difesa, e b) operazioni militari nell’ambito delle organizzazioni internazionali cui appartiene (tipicamente Onu, Nato e Ue). Non è un articolo pacifista senza se e senza ma, seppur continuamente sventolato dai pacifisti senza se e senza ma.

Oggi, in un clima politico teso dallo scontro politico, dai processi a Berlusconi e dalle molto probabilmente conseguenti leggine votate o in discussione in parlamento, si organizza la cosiddetta “Notte bianca della democrazia”. Come in molte altre occasioni, l’oggetto sarà anche qui la difesa della Costituzione. Peccato che oggi sia uscito fuori che i magistrati milanesi hanno trascritto intercettazioni di Silvio Berlusconi (seppur non su sue utenze) che sono state portate – per dolo o per colpa non si sa – agli atti del processo Ruby. In questo caso entra in ballo la legge Boato del 2003, che dispone l’attuazione dell’art. 68 della Costituzione, il quale cita:

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

In altre parole, volendo prima o poi uscire fuori da questa cacchio di guerra per bande che c’è in questo paese e senza essere prezzolati né difensori di chi di avvocati ne ha già in gran numero, bisognerà pure dire che oggi s’è scoperto che qualcuno, a Milano, l’art. 68 della Costituzione se l’è messo sotto i piedi.

One thought on “La Costituzione a giorni alterni

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