Giocare a nascondino con le opere d’arte

La Venere di MorgantinaEra il 2001, o forse l’anno prima, ed ero di ritorno con i miei compagni ed i miei professori da una settimana in gita scolastica in Sicilia. Avendo qualche ora libera a Reggio Calabria, fummo portati a vedere i Bronzi di Riace. Pensavo che, insomma, finissimo dentro qualche museo a vedere un po’ di roba, e invece no. Andammo a vedere solo i Bronzi di Riace. Si entrava nella sala, si passava davanti ai Bronzi, si usciva dalla sala. Punto. Stop. Niente di più.

L’episodio mi è tornato in mente leggendo questa notizia:

La dea di Morgantina, dopo un lungo esilio forzato, è tornata a casa. La statua di epoca ellenistica trafugata trent’anni fa, acquistata dal Paul Getty Museum di Malibù e restituita un mese e mezzo fa alla Sicilia, è di proprietà della Regione e da oggi è esposta nella sua casa, il museo di Aidone, piccolo paese in provincia di Enna. All’inaugurazione hanno preso parte il ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il console generale degli Stati Uniti a Napoli, Donald Moore, il consigliere del presidente della Repubblica per il Patrimonio artistico, Luis Godart, e il senatore Francesco Rutelli, che come ministro dei Beni culturali promosse le procedure di restituzione della statua. "Il ministero dei Beni culturali – ha detto Galan – sta lavorando a una legge contro il furto del patrimonio storico italiano. Vogliamo seguire una strada che abbia una conclusione rapida. Un’idea ce l’ho, ma è troppo presto per raccontarla. Io preferisco non fare promesse vaghe, ma esprimermi con atti, come fanno le amministrazioni serie come sono quelle che fino ad ora ho presieduto".

Non so se avete capito bene: dalla California piena di vita e gente e turisti al museo di Aidone (con tutto il rispetto), cioè in una piccola cittadina nella frequentatissima provincia di Enna (ah, che infrastrutture meravigliose in Sicilia, poi magari ad Aidone hanno l’autostrada a otto corsie e sto facendo una figura barbina). Quello che io dico è che, un giorno, bisognerà pure parlare dell’esposizione e della fruizione delle opere d’arte in Italia: la dea di Morgantina è tornata dal Getty Museum di Los Angeles (1,3 milioni di visitatori l’anno, secondo Wikipedia) per essere esposta in un museo di un paesino siciliano di 5000 abitanti, il quale probabilmente ha e avrà meno visitatori dello scantinato del Getty Museum. E’ quasi la stessa storia dei Bronzi di Riace, due belle statue circondate dal vuoto. E non vorrei buttarla in politica, ma il fatto che il Ministero dei Beni Culturali sia trattato da anni come una semplice poltrona tappabuchi a disposizione dei vari appetiti governativi di questo o di quel partito, di certo non aiuta.

Update – 19/05: la mia lettera sullo stesso tema a La Stampa, e la risposta del direttore Mario Calabresi.

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