Elezioni a Milano e analisi sbagliate

By | 21st May 2011

Silvio Berlusconi al Tg1A seguire la campagna elettorale impostata negli ultimi due giorni dal centrodestra, esemplificata nell’intervista multipla di Berlusconi, a me sembra che il PdL rischi di prendere un’altra tranvata al ballottaggio di Milano. Mi spiego, guardando ai dati di cinque anni fa e di lunedì scorso.

Nel 2006 Bruno Ferrante prese gli stessi voti presi adesso da Giuliano Pisapia. Letizia Moratti, invece, all’epoca prese ben 80mila voti in più, passando oggi dal 52% al 41,6%. Sembra quindi, a leggere e sentire le dichiarazioni dei suoi esponenti, che l’analisi del PdL basata su tali dati sia questa: in realtà il centrosinistra è rimasto fermo al palo, siamo noi che tra Terzo Polo ed astensionismo abbiamo perso elettorato. Da qui la strategia di questa settimana: dobbiamo tenere sulla corda chi ci ha votato, far tornare al voto i nostri elettori sfiduciati e riattirare i moderati o presunti moderati del Terzo Polo. E quindi via con roba tipo la zingaropoli, la droga libera, la città islamica e così via.

Il fatto però è che cinque anni fa il duo Moratti-Ferrante non aveva nemici, e il gruppuscolo di candidati minori raccolse un complessivo 1%. Questa volta invece, oltre al già citato Terzo Polo (5,5%), c’era anche un altro avversario a sinistra, cioè il candidato dei grillini che ha raccolto il 3,4%; inoltre la somma dei candidati minori – da tenere presente – fa 1,5%. C’è quindi un 5% circa che balla, costituito in gran parte dal voto di protesta per il M5S.

Il mio punto è questo: se parte di quel voto di protesta viene dall’astensionismo, sospetto che per una certa quota abbia anche origine dalla Lega e dal suo elettorato non militante, non più fidato, ma sicuramente dalla caratterizzazione movimentista, e per altra parte viene dal logoramento a sinistra della coalizione a sostegno di Pisapia. Questo significa che, se Pisapia ha avuto lo stesso consenso di Ferrante, questo è dovuto anche ad un recupero al centro per via di un certo spostamento (non di massa ma, nell’ambito di una corsa sul filo di lana, significativo) di elettorato moderato da destra a sinistra – un elettorato molto difficilmente recuperabile in due settimane di campagna elettorale.

Per questo motivo, i toni alti ed esasperati impressi dal PdL sin da dopo il ballottaggio, potrebbero essere inutili, se non anche controproducenti, nella rincorsa al recupero dell’elettorato moderato.

4 thoughts on “Elezioni a Milano e analisi sbagliate

  1. Pingback: Ancora sulle elezioni a Milano « Corrado's blog

  2. uniroma.tv

    Salve,

    siamo la redazione di Uniroma Tv. Visto l’argomento del vostro articolo, vi segnaliamo il servizio da noi realizzato in cui raccogliamo le opioni dei cittadini romani sull’esito delle recenti elezioni.

    http://www.uniroma.tv/?id=18918

    Buona giornata!
    A presto

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