Ancora sulle elezioni a Milano

interno.itDue giorni fa scrivevo come, a mio avviso, la sconfitta provvisoria di Letizia Moratti al primo turno delle comunali di Milano non sia dovuto – come sostengono molti esponenti del centrodestra – ad una mancata partecipazione dell’elettorato di riferimento e al previsto dirottamento di voti verso il Terzo polo, ma piuttosto, facendo riferimento alla precedente consultazione cittadina del 2006, a questi due fattori sommati ad un certo spostamento di voti moderati a sinistra e un piccolo cedimento leghista verso il candidato grillino.

Segnalo, ora, che l’Istituto Cattaneo ha pubblicato la sua analisi di flussi elettorali in un confronto con le regionali 2010, secondo cui l’astensione non ha intaccato il consenso del centrodestra (anche per via dell’aumento della partecipazione rispetto ad un anno fa); l’affluenza ha piuttosto premiato Pd e partiti di sinistra, in un quadro in cui le due coalizioni sono e restano impermeabili, salvo un lieve cedimento del Pdl a favore di alcune liste minori di centrosinistra. Il rapporto segnala inoltre un passaggio del 0,5% dalla Lega Nord al Movimento 5 Stelle.

A me continua a sembrare che la tattica del recupero dell’elettorato più affezionato da parte di PdL e Lega sia sbagliato, perché si tratta in realtà di convincere elettori persi da almeno più di un anno (quindi, elettoralmente parlando, da due anni), e il cui grado di distacco dal centrodestra non è dunque estemporaneo. Le cavolate tipo zingaropoli, quindi, sono utili solo a perdere la faccia. Dal lato del centrosinistra sarà invece sufficiente tenere alta la partecipazione degli elettori del primo turno, mantenendo il profilo della campagna elettorale precedente il primo turno e rubacchiando qualcosa dai candidati minori, per ottenere la poltrona di Palazzo Marino.

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