No ai referendum sull’acqua: la gestione pubblica col fazzoletto verde

By | 8th June 2011

Acqua libera tuttiHo cercato di spiegare nei miei precedenti post come in realtà in questo referendum non ci sia in ballo una scelta tra il pubblico e il privato, bensì una scelta tra le modalità di assegnazione, e soprattutto la decisione se finanziare gli eventuali investimenti in bolletta oppure con la fiscalità generale e il debito pubblico. C’è da dire, però, che se proprio si vuole parlare della virtuosità del pubblico, allora magari c’è da riflettere un po’. Prendete ad esempio il presidente di Acque Vive Srl. Nulla contro di lui, per carità, molto probabilmente sarà un ottimo gestore. Il fatto è che Acqua Vive Srl è una società dei servizi a capitale pubblico dei comuni di Sona e Sommacampagna, in Veneto, ed è anche uno dei soci di Acque Veronesi, altra società a capitale larghissimamente pubblico. Sommacampagna, tra l’altro, è uno dei comuni italiani a rischio di multa da parte dell’Unione Europea per infrazione della normativa sul trattamento delle acque urbane (cioè sui depuratori), infrazione che potrebbe costare dagli 11mila ai 700mila euro di multa ogni giorno di ritardo nell’adeguamento (e indovina chi paga? Voi! Ma sul tema della multa europea sui depuratori c’è un altro post in lavorazione, che spero di riuscire a trovare il tempo di completare). Ora, vediamo una foto del presidente di Acque Vive tratta dal sito della società:

Agostino Chiarel

Avete notato il fazzolettino verde? Bene, ora è questo che devo chiedervi: è un’acqua col simbolo di partito quella che volete, una roba da cda Rai, o no? E da qui viene fuori anche la vostra risposta ai referendum, e magari un’altra domanda: perché gli amministratori pubblici della Lega si stanno schierando a favore del Sì?

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