Warhol e Klimt, la destra e la sinistra

By | 22nd June 2011

Norberto BobbioMi piace leggere ogni anno le prove dell’esame di stato, capire quale prova avrei fatto io, e rifletterci sopra. Ho, quindi, appena dato una spulciata alle prove di maturità di quest’anno, e devo dire che le tracce sono state davvero molto interessanti: certo, c’è da considerare il fatto che non in tutti gli istituti il programma del Novecento viene concluso e trattato con ampiezza. D’altra parte, però, la presenza di sette tracce permette una varietà di scelta tale da non lasciare in estrema difficoltà nessuno studente con un minimo di preparazione e di sale in zucca – e inoltre, focalizzarsi sull’Ottocento penalizza invece le classi che questi argomenti li hanno trattati.

Ad esempio, ricordo benissimo che al liceo la mia classe trascurò quasi totalmente il XX secolo (ci fermammo ai macchiaioli, mi pare), e quindi avrei avuto difficoltà col saggio artistico letterario; l’analisi del testo di Ungaretti avrebbe presentato lo stesso problema. La digressione sugli anni ‘70 nel tema storico presenta lo stesso problema – facilmente aggirabile, però, dagli studenti con una forte passione per la politica e la storia contemporanea italiana; d’altro canto, il tema storico ha sempre presentato questa difficoltà, cioè di presentarsi come estremamente specialistico, sempre focalizzato su un tema che esclude chiunque non ne abbia una ottima conoscenza – e lo stesso vale per l’analisi del testo.

Io avrei scelto il saggio storico-politico, ma devo ammettere che il tema d’ordine generale (che, da quel che ho capito, è stato il tema-rifugio degli studenti indecisi) mi avrebbe assai intrigato. Certo, era il 2002, i social network e il web 2.0 erano di là di venire, e i blog in Italia stavano muovendo i primissimi passi, ma svolgerli oggi è assolutamente possibile; con l’alto rischio di andare fuori argomento avrei aggiunto un mio sottotitolo, e cioè  “come il personalissimo esibizionismo di ognuno di noi ci porta a perdere un sacco di tempo su Facebook”.

Alla fine, comunque, ad interrompere il momentaneo blocco di scrittura sarebbe stata la traccia sulla destra-sinistra, sulle cui trasformazioni autoritarie e totalitarie tra l’altro avevo già dedicato la mia tesina di maturità. A margine: l’editoriale di Angelo Panebianco parzialmente citato nella traccia è da leggere nella sua interezza, perché a mio avviso descrive molto bene una delle cause per cui la politica di questo paese si è trasformata in una guerra per bande. Ed a mia opinione, il recupero delle ragioni perché ci dividiamo in destra e sinistra, per cui discutiamo di libertà, solidarietà, uguaglianza, giustizia e altro, non può che fare bene al nostro paese e a noi tutti, comunque la pensiamo. Chissà che qualche studente su questo abbia riflettuto.

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