Grazie Silvio, grazie Giulio

By | 29th June 2011

Financial disasterDa come l’ho capita io, la faccenda è che dei 47 miliardi di tagli necessari entro il 2014 a non finire nel disastro sociale, economico e finanziario, 40 sono rinviati alla prossima legislatura mentre solo 7 vengono (forse) effettuati entro il 2013; non ci sono, inoltre né alcun consistente taglio né alcuna significativa semplificazione fiscale, ma addirittura si chiede agli italiani qualche entrata in più per le spese che vengono appena toccate. Destra cialtrona è il minimo che mi viene da dire, di fronte a questo spettacolo. Non votarli più? Votare contro, questo mi viene da pensare, e questo è il minimo che capita quando il premier pensa letteralmente ai cazzi suoi, quando il ministro dell’Economia è un commercialista che non fa scelte né economiche né politiche ma si limita a spostare le palline nell’abaco, e quando i loro colleghi di governo sono spendaccioni oltre che economicamente analfabeti e cooptati dall’alto per meriti tutti da chiarire o comunque discutibili. Non è un problema di scandali sessuali, di problemi giudiziari, di promesse non mantenute, di collusioni con la camorra, di diatribe personali o politiche nella maggioranza o altro ancora. O meglio, queste cose influiscono, ma soprattutto io guarderei al fatto che nel frattempo il PIL non cresce, la disoccupazione giovanile sì, di libertà economiche e liberalizzazioni si parla poco o nulla, lo stipendio del lavoro dipendente è fermo, i parasubordinati o precari che di si voglia restano sempre più a casa mentre professionisti e piccoli e medi imprenditori sono perseguitati dalle ganasce di Equitalia. Cretini noi che ci abbiamo creduto a questi qua. Aridatece Visco, che a tanto non era mai giunto.

Già che sono in vena di grafomania isterica: il discorso "gli altri son peggio" non vale. Primo: è da dimostrare. Secondo: il comportamento individuale come quello politico risponde anche a incentivi e disincentivi, premi e punizioni. Se comunque si continua a votare per la propria parte politica per senso di appartenenza e per qualcosa di simile al tifo calcistico ("la Roma non si discute, si ama"), non c’è alcuna spinta a correggere gli errori: "vinciamo, allora continuiamo così". Punire i propri rappresentanti è l’unico modo per farli migliorare. Aggiungo che maggioritario e alternanza una volta erano battaglie riformatrici e liberali. Una volta il nostro punto di riferimento era la grande Germania voi continuate a fare i confronti con la Spagna, e la realtà ci spinge dritti dritti alla Grecia. A casa, di fronte a tutto ciò sono quasi quasi disposto a votare anche le BR.

Scusate lo sfogo.

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