Diciotto, con l’asterisco

Massimo MorattiOggi la Procura FIGC guidata da Stefano Palazzi ha deciso di archiviare l’esposto della Juventus riguardante le nuove intercettazioni emerse a proposito di Calciopoli durante il processo penale a Napoli. In poche parole, l’Inter e tutti gli altri soggetti tirati in ballo dalla Juventus nel suo esposto (cioè Palermo, Cagliari, Atalanta, Chievo, Udinese, Vicenza, Empoli, Livorno, Milan, Reggina, più alcuni tesserati loro e della FIGC) secondo la Procura Federale sono stati dichiarati non perseguibili perché
– o i fatti contestati sono già stati presi in esame dal precedente processo sportivo;
– o i fatti non costituiscono illecito secondo il Codice di Giustizia sportiva vigente all’epoca (stagione 2004/2005);
– o i fatti sono coperti da prescrizione (che è di 2 anni per le società e di 4 anni per i tesserati).
Ora la decisione è comunque in mano al Consiglio Federale, che in punta di diritto sportivo dovrebbe accogliere le decisioni provenienti dalla procura riguardo l’assegnazione (che tecnicamente assegnazione non è) del titolo 2006 all’Inter; però il presidente FIGC Giancarlo Abete alcune settimane fa ha dichiarato l’"etica non va in prescrizione". Se in base a questo principio venisse “revocato” il titolo 2006, oltre a vedere il diritto ridotto a carta straccia, a quel punto agli interisti potrebbero iniziare a chiedere la revoca degli scudetti juventini coinvolti nel processo penale per abuso di farmaci, almeno secondo me. E, in teoria, così via fino al primo scudetto del Genoa nel 1898.

Nella fattispecie dell’Inter, i fatti contestati a Massimo Moratti e quindi alla società sono coperti da prescrizione, e quelli contestati a Giacinto Facchetti e alla società sono improcedibili per decesso dell’interessato oppure anch’essi prescritti. Cioè, secondo la Procura (che propone ma non decide) se tali intercettazioni fossero stati disponibili nel 2006 la società nerazzurra sarebbe stata deferita assieme a Juve, Fiorentina, Lazio, Milan, Reggina e Arezzo, oppure, se non ci fosse stata la prescrizione, oggi sarebbe stata deferita in un nuovo processo sportivo. Almeno questo si può dire, in attesa delle motivazioni. Per capirlo, si può confrontare la formula di archiviazione disposta per i due dirigenti interisti e per la loro società con quella di Zamparini e del Palermo, le cui posizioni sono state archiviate perché non sussistono fatti di rilevanza disciplinare.

Se fosse mantenuta la stessa formulazione nella decisione attesa del Consiglio federale, chiaramente la posizione dell’Inter sarebbe quella di una società assolta perché indagata in ritardo, e quindi verrebbe dichiarato dalla federazione che gli onesti non sono poi così onesti. Non ci sarebbe insomma da festeggiare da parte di chi della propria diversità ha fatto un punto cardine del proprio tifo, e di chi con orgoglio ha rivendicato uno “scudetto degli onesti” che tale però non sarebbe – se ci fosse la conferma del Consiglio. Mutatis mutandis, si verrebbe a riproporre la situazione dell’assoluzione/prescrizione di Giulio Andreotti nel suo processo penale per mafia.

Sulla questione del titolo 2006 il discorso è un altro: innanzitutto non è stato mai tecnicamente assegnato perché non c’è mai stato un atto che abbia più o meno detto “Questo scudetto è assegnato dalla FIGC alla FC Internazionale”; piuttosto, come avviene automaticamente ogni anno, il titolo è stato vinto dalla squadra prima classificata di quel campionato – e dopo le penalizzazioni inflitte in quel campionato già sub iudice a due giornate dalla fine, la prima era l’Inter. Fosse stato il Chievo, campione d’Italia 2006 sarebbe stato il Chievo. La FIGC comunque ha la facoltà di ritirare il titolo, però, chiaramente, sarebbe un atto “etico”, “politico”, e non frutto di un processo sportivo. Un’archiviazione per prescrizione e non per irrilevanza disciplinare, è secondo me un appiglio per una decisione di questo tipo, che comunque sarebbe sempre e comunque un obbrobrio giuridico.

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