La Copa América senza più Brasile ed Argentina

Brasile-ParaguayUn po’ di appunti su questa Copa América. In primo luogo, Brasile ed Argentina entrambe fuori dalle prime quattro del torneo è un evento assolutamente eccezionale, avvenuto solo due volte in precedenza: la prima nel 1939 perché nessuna delle due partecipò, la seconda nel 2001 in Colombia quando l’Argentina rifiutò di prendere parte al torneo per motivi di sicurezza, e il Brasile lo fece solo con una squadra sperimentale (che poi il fatto che secondo la federazione brasiliana la vita di Ronaldinho valesse più di quella di Belletti, è uno di quei misteri della ragione che sarebbe interessante esplorare). Questa volta invece entrambe le squadre erano a ranghi completi, a dimostrazione, come visto negli ultimi anni, di un ormai annoso problema di guida tecnica, di scelte tattiche e di impegno dei giocatori in campo.

In secondo luogo, questa edizione conferma che non è ancora tempo di paragoni tra Leo Messi e Maradona, che ogni tanto qualcuno tenta di tirare fuori. Il secondo, oltre ad aver fatto il fenomeno in tre campionati diversi, ha trascinato la sua nazionale a due finali consecutive di coppa del mondo. Il primo, invece, è un fantastico giocatore incastonato come un gioiello in una macchina da calcio qual è il Barcellona degli ultimi tre anni, che scompare o finisce vittima di discutibili disposizioni tattiche non appena sbarca in nazionale.

Infine, si mostrano sempre più ridicole le pretese del Santos per i suoi due gioielli Neymar e Ganso, più di 80 milioni in due. A mio parere, visto il loro gioco, non valgono nemmeno la metà, ora. E infine, il rischio che Pato resti un fenomeno incompiuto è un’eventualità da non sottovalutare.

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