Album di famiglia?

By | 25th July 2011

Il Giornale, 29 dicembre 2009: Fermiamo gli immigrati islamiciMi è ben chiaro che c’è una grossa differenza tra idea e azione, e che i ragionamenti sono spesso molto complessi. Però, di fronte a una montagna di similitudini, mi nasce il dubbio che tra la destra italiana (quella intellettuale e giornalistica ma anche quella politica) e quella europea più estrema (perché le destre europee normali dicono altro) ci siano delle somiglianze di famiglia con le posizioni che troviamo in 2083 – A European Declaration of Indipendence, il testo Andrew Berwick, noto ai più come Anders Behring Breivik, il tizio che un paio di giorni fa ha ammazzato ragazzi norvegesi come fossero formiche.

Il punto è che ho iniziato a leggerlo, e poi ad andare avanti per salti nei primi capitoli, e quasi ad ogni pagina ho avuto sempre l’impressione del tipo “Dove ho già letto questo?”. E non riuscivo a chiarirmi se l’avessi letto da Allam o da Ferrara, da Meotti o dalla Fallaci, da Pera o da chi altri.

Dove leggo più frequentemente, ad esempio, le tirate sul politicamente corretto? Sul Foglio, su Libero, sul Giornale. E Breivik, nel suo testo dedica gran parte dell’introduzione composta da una quarantina di pagine a esaminare cos’è, da dove viene, prendendosela con la cultura di sinistra, col marxismo, con la scuola di Francoforte, con il mondo accademico conformista e col femminismo. Vi risulta nuova? No, neanche a me, e nemmeno le lamentele diffuse contro l’al-Taqiyya.

E le citazioni? Vogliamo prendere le citazioni? Per i più noti all’Italia, ci sono Bernard Lewis, Roger Scruton, Oriana Fallaci (“coraggiosa”). Tutti autori amati dai foglianti, ad esempio.

E di tutte le tirate di Breivik contro la promiscuità sessuale? Leggete qualche pagina del testo, poi leggete questo: “In Europa si approvano leggi che disgregano la famiglia e si mettono con arroganza e protervia al voto popolare i valori della persona e della vita”. Penserete che sia una citazione successiva del testo, e invece no, è Marcello Pera, agosto 2005. Oppure: “Difendere l’Occidente nel nome dell’ideologia del multiculturalismo sarebbe impossibile”. Magdi Allam? No, Breivik, a pagina 129 della sua monumentale opera unica.

Ancora: “La domanda che ora dobbiamo fare a noi stessi è: vogliamo preservare i nostri valori giudaico-cristiani e la nostra civiltà o vogliamo, scegliamo di andare verso la dhimittudine?”. Chi è? E questo: “L’Occidente è a tal punto oggi disorientato che per avere rispetto dei musulmani o ancora di più per amare i musulmani come persone deve obbligatoriamente sposare l’Islam come religione”? E “’E’ un ingenuità imperdonabile mettere a disposizione locali (…). Per gli islamici, infatti, secondo il Corano quello diventa terra islamica da loro conquistata”? E “Mentre noi consentiamo che accanto alle chiese delle nostre parrocchie fioriscano moschee, nella stragrande maggioranza dei paesi musulmani non è concesso costruire una chiesa”? Indovinello per voi.

E si potrebbe andare avanti per tempo coi paragoni con intellettuali maggiori o minori (basta fare un po’ di ricerche random su Google per trovare articoli come questo, dal sito della scuola di formazione politica di Forza Italia diretta dal fu Gianni Baget Bozzo). Un’ultima cosa, però, la vorrei scrivere. Oggi l’articolo di Allam sul Giornale era vergognoso nel sostenere che il razzismo nasce dal multiculturalismo, in relazione ai fatti norvegesi. Il punto è il seguente: il razzista è Bleivik, i multiculturalisti, nella visione sua (ma anche di Allam, sono portato a sospettare) sarebbero anche, tra i tanti, i giovani laburisti che erano al summer camp del partito e che sono stati messi sotto tiro. Stando così le cose – e stanno così –  le vittime sarebbero la causa del proprio carnefice. Che, oltre che illogico e irreale, è anche una idiozia enorme, a dirla tutta. Questa è la destra che abbiamo in Italia. Nel resto d’Europa non è così: le destre moderate, popolari e di governo non sono così, da noi sì ed è un problema enorme, culturale ancor prima che politico.

Update – 25 luglio 2011: questo articolo è stato modificato dopo la sua pubblicazione iniziale.

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