Quelli che il debito pubblico l’abbiamo ereditato eccetera eccetera

DebtMentre il paese va gambe all’aria per via delle sue scassate finanze pubbliche e della sua asfittica crescita economia, in giro c’è chi ha ancora il coraggio di dire senza nemmeno un po’ di vergogna che il governo non ha responsabilità sul debito pubblico italiano, o comunque di ripetere in modo assolutamente autoassolutorio il solito ritornello del debito che abbiamo ereditato dai passati governi e abbiamo fatto quello che abbiamo potuto e bla bla bla. Addirittura, martedì a Ballarò Maurizio Lupi ad un certo punto ha praticamente detto che tutti i cittadini sono coinvolti nella formazione del debito, e quindi ne sono responsabili proprio come i politici, come se noi non fossimo in un sistema rappresentativo e quindi non eleggessimo parlamenti e maggioranze proprio perché prendano decisioni politiche e portino avanti l’attività legislativa. E vabbè. Di fronte a questo ci sarebbe inoltre da obiettare che chi ha governato per otto degli ultimi dieci anni non può non avere responsabilità se il debito cresce e l’economia no, ma lasciamo perdere anche questo, il buon senso non abita in Italia. Suggerisco altri due argomenti.

PRIMO ARGOMENTO – Si basa sul fatto che il debito è esploso col pentapartito, gli anni ‘80, Craxi e Andreotti, le vittorie socialiste e tutto quello che sapete già quindi non vi metto neanche il link, e riguarda la biografia di alcuni ministri di questo governo, in particolare (ma non solo) quelli economici. Copio da Wikipedia:

Giulio Tremonti: candidato nelle liste del PSI alle politiche del 1987 in quanto vicino a Gianni De Michelis, tra il 1979 e il 1990 fu uno stretto collaboratore e consigliere degli ex ministri delle Finanze Franco Reviglio e Rino Formica;

Renato Brunetta: collabora in qualità di consigliere economico con i governi Craxi I, Craxi II, Amato I e Ciampi. A 35 anni è coordinatore della commissione sul lavoro voluta dall’allora ministro Gianni De Michelis. Dal 1983 al 1987 è responsabile, presso il Ministero del Lavoro, di tutte le strategie per l’occupazione e la politica dei redditi;

Maurizio Sacconi: è eletto per la prima volta deputato nelle file del Partito Socialista Italiano, all’età di 29 anni nel 1979. Nel PSI fa parte della corrente di Gianni De Michelis e diviene a metà anni ’80 vicepresidente del gruppo socialista alla Camera. Diviene quindi ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994;

Franco Frattini: nel 1990 e 1991 ha lavorato come consigliere giuridico del vicepresidente del consiglio Claudio Martelli (PSI) nel governo Andreotti VI.

Questo per dire che i signori di cui sopra (ma non solo) hanno la loro quota, decidete voi se piccola o grande, nella formazione del debito pubblico attuale.

SECONDO ARGOMENTO – Lo prendo da un intervento di Oscar Giannino (prima parte, seconda parte) ad un convegno di Quaderni Radicali e del Club Ernesto Rossi dello scorso settembre, in cui sono stati esposti i dati riguardanti la media giornaliera di accumulo di debito pubblico per ogni governo della Seconda repubblica fino al 30 giugno 2011. Riporto i numeri in euro, dal governo più spendaccione a quello meno spendaccione:

1. Berlusconi I – 330,1 mln/giorno (record storico dell’Italia repubblicana);
2. Berlusconi IV (al 30 giugno 2011) – 217,8 mln/giorno;
3. Dini – 207,3 mln/giorno;
4. Amato II – 124,5 mln/giorno;
5. Berlusconi II-III 124,3 mln/giorno;
6. Prodi II – 97,5 mln/giorno;
7. Prodi I – 96,2 mln/giorno;
8. D’Alema I-II – 76,3 mln/giorno.

Lo scrivo per amor di verità, perché certe recriminazioni, oggi, non credo che valgano più di tanto, ormai.

One Reply to “Quelli che il debito pubblico l’abbiamo ereditato eccetera eccetera”

  1. Tral’altro Sacconi è stato relatore delle finanziarie 1984 e 1985 che in un paio d’anni fecero esplodere il debito di 100mila miliardi (ed erano 230k nel 1983).

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