Marta Grande sul riconoscimento dei titoli di studio stranieri e sull’area Schengen

By | 15th March 2013

[Questo post è stato inizialmente pubblicato su Mondo Grillino, un blog dalla vita molto breve nato dopo le elezioni politiche del 2013]

Marta Grande, deputata, successivamente al presunto caso riguardante i suoi titoli di studio, oggi ha rilasciato un’intervista a La Zanzara per spiegare e chiarire la sua posizione (come già aveva fatto sul suo sito personale).

Parlando del riconoscimento dei titoli di studio stranieri in Italia, la Grande ha dichiarato:

Io ho pubblicato un documento che è rilasciato dal consolato di Miami in cui è scritto chiaramente che quello dipende dagli accordi internazionali che esistono tra i paesi, tra l’Italia e Stati Uniti, che il titolo è valido sul territorio americano e in Italia permette di continuare gli studi. Non è valido ai fini di conscorsi pubblici ma è valido per qualsiasi altro tipo di professione. […] Questa situazione… questo riconoscimento è dovuto al fatto che gli Stati Uniti non stanno in Schengen, nell’area Schengen e quindi non c’è un riconoscimento diretto in questo senso, ma questo non significa che la laurea non ci sia.

Qualche minuto dopo, il conduttore Giuseppe Cruciani torna sul tema e nota, a proposito dell’area Schengen e del riconoscimento del titolo di studio:

Lei prima ha parlato di Schengen, però Schengen non c’entra nulla, perché Schengen riguarda la circolazione delle persone

La Grande risponde:

Sì, i titoli presi  a livello europeo sono validi sul territorio europeo, non è valido al di fuori. Riguarda anche… nell’area Schengen i titoli all’interno dell’Unione Europea sono validi su tutto territorio europeo. una laurea italiana è valida anche – non lo so – in Inghilterra.

Qui Marta Grande (che, è bene ricordare, attualmente sta frequentando un corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali) fa un po’ di confusione, poiché gli accordi di Schengen riguardano la libera circolazione delle persone e il controllo delle frontiere. Tra l’altro, l’esempio inglese che fa è ancor di più fuori luogo poiché il Regno Unito non fa parte dell’area Schengen (i cittadini extracomunitari, infatti, per viaggiare tra il Regno Unito e un paese dell’UE continentale hanno bisogno di un nuovo, differente visto).

In realtà, a regolare il riconoscimento e l’equipollenza dei titoli stranieri in Italia provvedono la legislazione italiana (ad esempio, il sito del Ministero del’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fa riferimento al Regio Decreto n.1592/1933) nonché una serie di accordi governativi bilaterali e multilaterali (qui l’elenco dal sito del Ministero degli Affari Esteri, tra cui non figura alcun accordo in vigore con gli Stati Uniti d’America). Inoltre, a partire dal 1999 sta avendo luogo un processo di armonizzazione dei sistemi universitari europei (praticamente di tutti i paesi dell’Europa geografica, esclusa la Bielorussia) chiamato Processo di Bologna – forse è su questo punto che la deputata fa qualche confusione – che, tra l’altro, ha portato in Italia al cosiddetto 3+2 della riforma Berlinguer del 2000. Ad ogni modo, l’area geografica che copre il processo di Bologna non è affatto comparaibile o confondibile con quella, più ristretta, dell’area Schengen.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *