Vito Crimi sulle indicazioni di voto alla presidenza del Senato

[Questo post è stato inizialmente pubblicato su Mondo Grillino, un blog dalla vita molto breve nato dopo le elezioni politiche del 2013]

Vito Crimi, senatore e attuale capogruppo a Palazzo Madama per il Movimento 5 stelle, il 14 marzo 2013 in conferenza stampa ha dichiarato, dopo la comunicazione del candidato del proprio gruppo alla presidenza, Luis Alberto Orellana, quale sarebbe stato l’atteggiamento dei senatori grillini in un eventuale ballottaggio:

E’ un concetto chiaro: non abbiamo nulla da votare. Ne abbiamo discusso e abbiamo discusso che noi voteremo solo i nostri candidati, basta. Voteremo solo i nostri candidati, poi se qualcuno si vorrà alzare e andare via, quacuno vorrà votare scheda bianca, alla fine il concetto è: noi voteremo solo i nostri candidati. Se non ci sono al ballottaggio, non abbiamo nulla da votare.

Il 16 marzo 2013, poco prima della quarta votazione con ballottagio, Crimi ha ancora dichiarato, secondo differenti testate:

Non faremo da stampella a nessuno. Il Movimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto.

Poche ore dopo, a seguito del ballottaggio in cui alcuni voti di parlamentari grillini sono confluiti sul candidato del Partito Democratico, Pietro Grasso, secondo varie fonti d’informazione Crimi avrebbe dichiarato:

Avevamo deciso all’unanimità di non votare per Schifani, nell’urna il voto è segreto, ciascuno ha deciso secondo coscienza. (Il Fatto Quotidiano.it e Corriere.it)

e ancora:

Abbiamo mantenuto la linea. Per alcuni c’è stato un voto secondo coscienza, ma una cosa è la presidenza del Senato, un’altra il voto di fiducia al governo (Repubblica.it).

Quella di Crimi appare una bugia: la linea decisa due giorni prima dal gruppo del M5s al Senato (e ribadita poche ore prima) era di non sostenere alcun candidato che non fosse il proprio, neanche al ballottaggio. Dopo il voto segreto in aula Crimi invece afferma che la linea era, più semplicemente, di non votare Renato Schifani (il candidato poi risultato perdente) al ballottaggio, cosa diversa da quanto dichiarato due giorni prima e confermato poco prima.

La ricostruzione fatta da Crimi dopo l’elezione del presidente del Senato è, quindi, falsa.

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