Contro i renziani e contro gli anti-renziani

CostituzioneCi sono due punti di vista che, mi pare, trovino vasto riscontro nella platea di coloro che appoggiano oppure contrastano l’operazione politica che molto probabilmente porterà Matteo Renzi a essere il prossimo capo del governo rispetto alla possibilità di nuove elezioni.

Tra coloro che appoggiano un nuovo governo, l’argomento è quello per cui con nuove elezioni uscirebbe un parlamento sostazialmente “bloccato” come quello attuale e, stante il rifiuto del Movimento 5 Stelle ad effettuare qualsiasi alleanza post-elettorale, la maggioranza conseguente a quelle elezioni sarebbe identica a quella attuale, cioè una maggioranza di centro-destra-sinistra. Questo non è vero. L’attuale maggioranza col Pd è, oltre che con i vari spezzoni della lista montiana, anche con il movimento politico guidato da Angelino Alfano, mentre, una nuova maggioranza sarebbe una maggioranza comprendente Silvio Berlusconi – questo è ovvio a chiunque abbia tenuto nota delle capacità politico-comunicative del Cavaliere nell’ultimo ventennio, dello scarso appeal mediatico del suo ex-delfino, nonché dei sondaggi più o meno recenti che mostrano un’enorme scarto nel consenso elettorale tra Forza Italia ed il Nuovo Centrodestra. Quali sarebbero le differenze? Innanzitutto, Angelino Alfano, almeno al momento, non ha le beghe giudiziarie con cui invece è alle prese Silvio Berlusconi. In secondo luogo, il profilo politico di Ncd è, semplificando, assolutamente di tipo governativo, mentre quello forzista – come ci insegnano le esperienze del governo Monti e, fino a novembre, del governo Letta – di governo e di opposizione. In altri termini, Berlusconi potrebbe schierare contro il governo un fuoco amico che invece Alfano non possiede nè, probabilmente, vorrebbe utilizzare anche se potesse.

Tra coloro che contrastano il nuovo governo c’è la critica, piuttosto ingenua a mio avviso, per cui non sarebbe stata consultata la volontà popolare che, invece, dovrebbe essere quella che nomina i governi (è vero, Renzi aveva detto di voler diventare premier dopo nuove elezioni, ma qui nasce una critica relativa alla sincerità del segretario del Pd e all’opportunità della manovra politica in atto, non di legittimità democratica). Ad aver espresso questa posizione sono il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord e Fratelli d’Italia. Ora, che in un sistema parlamentare – cioè in cui la sovranità del popolo non si esprime direttamente ma attraverso la rappresentanza in un’assemblea legislativa periodicamente rinnovata – si bolli come antidemocratica questa manovra è decisamente assurdo. Ricordo la Costituzione (la sottolineatura è mia):

Art. 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

E ancora:

Art. 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Chiaro? La nomina del governo non è popolare ma presidenziale, e il rapporto fiduciario è con le due Camere che rappresentano il popolo e non direttamente col popolo stesso. Se non vi piace, può darsi che abbiate ragione a protestare, che voi siate veri democratici mentre gli altri degli infami maneggioni, ma a quel punto avreste in testa un modello di organizzazione politica totalmente diverso, estraneo alla carta costituzionale e alla tradizione democratica di più o meno tutta Europa – non che ci sia qualcosa di male, per carità, ma mi piacerebbe che se lo ricordassero anche quelli che salgono sui tetti a difendere la Costituzione o che la definiscono con pomposa retorica “la più bella del mondo”, insomma quelli della Costituzione a giorni alterni. Infatti il capo del governo è nominato dal capo dallo stato in base alla maggioranza parlamentare (e non popolare) in Francia, nel Regno Unito, in Spagna, in Germania e via discorrendo. Ricorderei che questo è un parlamento eletto un anno fa, non decenni fa. Aggiungerei, inoltre, se mi fate notare la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la legge elettorale usata un anno fa incostituzionale, che quella stessa sentenza ha dichiarato questo parlamento legittimo.

One Reply to “Contro i renziani e contro gli anti-renziani”

  1. Da un punto di vista formale la mossa di Renzi è assolutamente legittimata dalla Costituzione.
    Da un punto di vista etico lascia tuttavia qualche perplessità il comportamento di chi – fino a ieri – ammorbava tutti con #enricostaisereno mentre in realtà gli staava facendo le scarpe.
    Da un punto di vista politico sono per altro d’accordo con chi sostiene che Renzi avesse pochi margini di scelta: l’inconcludente governo Letta lo avrebbe logorato per un anno senza che fosse effettivamente una sua responsabilità. Allora tanto vale metterci direttamente la faccia.
    Ovviamente qui il discorso si complica, perchè le ambizioni (per altro giuste) di Renzi rischiano di andare a cozzare con le necessità del Paese. Ma questo lo sapremo solo più avanti.

    La domanda cui invece mi piacerebbe avere risposta il prima possibile è invee questa: la manovra di Renzi è dettata dal desiderio reale di governare o è solo un’ardita mossa politica per spingere il paese verso nuove elezioni scaricando la colpa su chi non vorrà fare il governo con lui?

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