Niente Ue, siamo inglesi

By | 18th April 2014

David CameronEra il 2006 quando David Cameron (oggi primo ministro e all’epoca capo dell’opposizione conservatrice) descrisse lo UKIP – il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito – pressoché letteralmente come un mucchio di pazzi svitati e sotto sotto razzisti.
Oggi, nel 2014, sono i temi posti proprio dallo UKIP di Nigel Farage a farla da padrona nel dibattito politico britannico ed è il partito conservatore di David Cameron a rincorrere lo UKIP sul suo terreno, per frenare l’emorragia di elettori verso destra e per contrastare l’ala sempre più euroscettica del suo partito.

Se pensate che siano Grillo o la Lega o Berlusconi ad avercela in maniera particolare con l’Unione Europea, allora dovreste dare un’occhiata a quello che accade dall’altra parte della Manica.
Tra gli impegni presi negli ultimi anni da Cameron con l’elettorato – poi recepiti nel programma di coalizione con i LibDem e trasformati in legge – c’è quella di rinegoziare i trattati UE, rimpatriare alcuni poteri e, dopo le prossime elezioni politiche, sottoporre l’appartenenza del Regno Unito all’UE a un referendum popolare.
Sostanzialmente Cameron immagina di presentarsi all’elettorato britannico con dei trattati modificati e fare campagna elettorale a favore della permanenza (continua su Xpolitix).

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