Me, Desert

By | 28th May 2014

Ma ribadiamo che quando io parlo, quando si delira del non capire – il non capire non è una cosa, una prerogativa degli scemi, non è il privilegio dell’idiota il non capire – è l’abbandono. Essere nell’abbandono non significa essere deficienti, significa non esserci, smarrire, non essere più in casa. Maledette le case, le famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo stato, l’anima, tutto quanto! Vogliamo farla finita con la fine? Facciamola finita con questa fine, perché la fine e il principio son la stessa cosa. E siamo sempre nell’origine, siamo sempre nel senso di colpa, siamo sempre nella parola, non ne usciremmo mai più. Non so, questa non è prosa, non è grazie a Dio nemmeno quella merda detta poesia. Bisogna fare di sé dei capolavori. Io ho trovato da molti anni, da molti millenni dentro di me il deserto. E quindi sono in un deserto che parla a un altro deserto e non più al deserto dell’altro.

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