Perché amavo Berlusconi

berlusconi-partigiano Una volta, il vezzo era quello di chiamarlo “l’Amor nostro”, come faceva il più intellettuale dei quotidiani d’area e come, in fondo, piaceva a noi simpatizzanti – e così si usava la formula sui nostri blog o nelle nostre conversazioni private on line. Poi l’amore è andato scemando.
Certo, non era quell’amore colmo di ideali, belle parole e, forse, poco senso della realtà – in fondo il nostro slogan preferito era “Meno tasse per tutti” – però, ecco, un po’ si era creduto in Silvio Berlusconi.

Non era certo una fiducia ingenua, per carità, poiché benché ventenni, molti di noi un po’ di pelo sullo stomaco ce l’avevano, e l’abbandono che è seguito negli anni è sembrato un po’ il percorso inverso rispetto a quello indicato da quel modo di dire della politica per cui a vent’anni se non si è di sinistra si è senza cuore, ma se a quaranta non si è di destra si è senza cervello (insomma, eravamo e siamo scemi e stronzi).
E in fondo Berlusconi ci stava, e tuttora ci sta, probabilmente, umanamente simpatico – insomma, alcune delle sue gag continuano a strapparci un sorriso.

(Continua su xPolitix)

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