Non è finita

By | 27th May 2018

Una piccola riforma costituzionale attesa da almeno due o tre decenni è quella che assegna direttamente al capo del governo il potere di nomina e revoca dei ministri. Se n’è parlato molto, ma non se n’è mai fatto nulla. La proposta sottoposta a referendum nel 2006 forniva proprio al capo del governo questo potere, ma, com’è noto, quella riforma (un poco troppo rigida in alcune sue altre parti, come, ad esempio, nella cosiddetta norma “antiribaltone”) fu bocciata da più del 61% dei votanti.

Le cronache politiche di questi giorni, con i dubbi del presidente Mattarella rispetto alla nomina di Paolo Savona quale ministro dell’economia del governo composto e sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega Nord, portano a galla la tensione esistente, almeno in maniera latente, all’interno dell’articolo 92 della Costituzione – quello che regola la composizione dell’esecutivo e la nomina dei suoi membri, per i quali il premier incaricato ha potere di proposta, mentre resta al Quirinale il potere di nomina.

Quale sia l’effettiva estensione dei poteri del capo dello stato in questo campo è materia da studiosi. A me pare che, a Costituzione vigente, il capo dello stato abbia tutto il diritto di mettere veti di fatto sulle proposte del Presidente del Consiglio incaricato. Probabilmente, tuttavia, pare che Savona verrà nominato al ministero dell’Economia e delle Finanze e il conflitto tra il Quirinale e la maggioranza a sostegno del nascente governo dovrebbe venire risolto, soprattutto dopo il comunicato stampa apparentemente conciliante ed europeista dell’economista proposto, in particolare, dai leghisti – comunicato che, tuttavia, non fa sostanzialmente che rimandare al libro del professor Savona da cui sono stati tratti, nei giorni scorsi, alcuni dei passaggi critici rispetto alle intenzioni dello stesso autore riguardo alla permanenza dell’Italia nell’eurozona e alla sua collocazione geopolitica in generale.

Tornando al conflitto istituzionale di questi giorni, questo episodio è solo uno dei vari che, a mio parere, evidenziano l’infondatezza della retorica sulla “costituzione più bella del mondo” che viene portata avanti da anni, soprattutto a sinistra, sia da politici, sia da artisti (qualunque cosa, in effetti, quella frase voglia significare). Comunque vada a finire con Paolo Savona, penso che forse, invece di cercare lo scontro pubblico, una maggioranza un poco più lungimirante ne avrebbe potuto approfittare, cambiando nome all’Economia, per approvare una piccola ma importante riforma (con buone ragioni). Nel caso specifico, la mia opinione è che il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, stia invece leggendo attentamente i sondaggi, che danno il suo partito in sostanziale aumento di consensi: o si fa come dice lui, o torna alle urne per trionfare.

Forse anche l’opposizione, in particolare quella di centrosinistra, ancora vittima della sconfitta referendaria del 4 dicembre 2016, potrebbe trarre spunto dal caso e far notare come ci sia ancora, in effetti, bisogno di una manutenzione costituzionale ormai da troppo tempo rinviata. Sono da evitare gli avvitamenti autoreferenziali da addetti ai lavori, tali da ignorare le necessità sociali ed economiche del paese, ovviamente. Allo stesso tempo, cogliere l’occasione per rimettere in campo il tema delle riforme costituzionali (come a dire “Visto che qualche cambiamento deve comunque essere fatto?”) potrebbe essere necessario per riempire di contenuti credibili e con potenziale consenso il programma di governo di un’area politica, che, alla fine dei conti, ha impostato l’ultima battaglia elettorale sulla difesa di un’esperienza che non sempre ha prodotto i risultati sperati e promessi e su un rilancio, per altri cinque anni, tutto sommato poco credibile. La ripartenza da una risposta critica al piano di governo gialloverde, da un ripensamento della stagione 2011-2018 e da una nuova idea di cambiamento del paese e dell’Unione Europea è un requisito importante per non sprofondare elettoralmente. Cogliere le occasioni politiche importanti per elaborare una proposta potrebbe, in questo senso, aiutare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.