E non finisce qui

Il carro di Lippi. Fonte Dagospia Viva Roberto Donadoni! Viva le pappine che prese contro l’Olanda, l’umiliazione inflitta alla Francia, il suo tentativo di rinnovare la nazionale e viva la sua eliminazione ai rigori contro i futuri vincitori del torneo. Oggi a qualcuno in federazione fischieranno le orecchie, perché quella spedizione era semplicemente composta dai migliori giocatori a disposizione (forse, escluso, il Pippo Inzaghi in grande forma della primavera 2008). Questa no. Questa è stata una nazionale costruita dalla forza dell’abitudine, dalla riconoscenza, dal desiderio di far gruppo e creare tranquillità ancor prima di giocare a calcio – un buon calcio.

La spedizione di oggi crea danni anche per il futuro: Quagliarella con il gran gol odierno ha guadagnato del credito, e salvo crolli futuri resterà nel giro per un po’, e questo è un disastro. Reti del genere Quagliarella le ha sempre fatte, ma alternate a sparizioni dal campo e a prestazioni che definire sconcertanti ed irritanti è poco. A sto punto meglio Cassano, che è anche capace di suggerire. E cosa dire di Gilardino? Il nuovo ct, visti i trascorsi nello stesso club, non lo lascerà certo fuori.

Non so più come insultarvi Che la preparazione atletica sia stata buona in vista di questo mondiale si è notato: la squadra ha finito tutte le partite in crescendo. Il problema è che il punto di partenza di queste prestazioni era tecnicamente bassissimo. Ora è necessario mettere o rimettere dentro definitivamente Balotelli, Rossi, Ranocchia, nonché i vari Borriello, Ambrosini, Cossu se si riconfermano ai livelli dell’ultima stagione. E’ bene sperare che Santon torni il ragazzino fenomenale dell’esordio in serie A, conservare Pirlo per un altro paio di anni (Montolivo è come Gilardino: ad alti livelli rende zero), piantare una difesa decennale Bonucci-Chiellini e spazzare via gli equivoci tattici (se Di Natale fa un sacco di gol, è inutile piazzarlo all’ala). Questi accorgimenti si potevano prendere anche in questo mondiale e – ne sono sicuro – sarebbe stata sicuramente un’altra storia almeno in questo girone.

Vergogna Lippi, forse sarebbe stato meglio che di mondiali ne avessimo avuti solo tre. Ora ne abbiamo quattro ma ci rideranno dietro per i prossimi dieci.

Se fossi il ct

Mario Balotelli con la nazionale under 21 Oggi sono state comunicate le trenta preconvocazioni per i mondiali. Oddio che schifo, e non commento oltre. Inspiegabili le convocazioni di Gattuso, Marchetti, Camoranesi, Grosso, se non per mancanza di alternative valide visto l’ostruzionismo di Marcello Lippi nei confronti di numerosi giocatori (chi perché è troppo giovane, chi per motivi personali, chi perché non fa parte del “gruppo” eccetera). Se fossi stato io il commissario tecnico della nazionale azzurra, avrei portati i 23 seguenti giocatori:

Portieri: Abbiati, Buffon, Sorrentino

Difensori: Bonucci, Cassani, Chiellini, Criscito, Gamberini, Maggio, Zambrotta

Centrocampisti: Ambrosini, Aquilani, De Rossi, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pirlo

Attaccanti: Balotelli, Borriello, Di Natale, Iaquinta, Pazzini, Rossi

Avrei avuto dei dubbi su Miccoli (grande campionato da dicembre in poi), Thiago Motta, (in grande forma da un mese, ottimo per i mondiali; vabbè che è oriundo, ma è azzurrabile e effettivamente la nostra nazionale fa schifo, quindi…), Lazzari e Gilardino, che qualche gol lo va piazzando. E peccato per gli infortuni di Santon e Ranocchia.
E adesso guardate quanti tag metto qui sotto…

Della nazionale di calcio dell’Italia e di come sia divenuta un club per pochi eletti

Marcello Lippi Immaginate di chiamarvi Alberto Gilardino, buono e regolare goleador da ormai un certo un numero di anni (infortuni e crisetta milanista esclusi), che viene spesso e volentieri convocato da Marcello Lippi per indossare la maglia azzurra; immaginate inoltre di aver giocato, su tredici partite ufficiali degli ultimi due anni, otto volte con quattro reti all’attivo (il gol della qualificazione ai mondiali più una tripletta ad evitare una figuraccia epocale contro Cipro a Parma) e di non avere colpe rilevanti nella pessima prestazione di Confederations Cup, a differenza di qualche senatore.

Immaginato tutto questo, in vista del torneo in SudAfrica potreste trovarvi nella seguente situazione: nel reparto offensivo della nazionale azzurra ci sarebbero degli attacanti snelli, quelli nani, da mettere sulla fascia e che magari hanno buoni mezzi tecnici, tipo Totò Di Natale e Giuseppe Rossi; ci sarebbe un’ottima ala o mezzala che è Mauro Camoranesi; poi il signor Vincenzo Iaquinta, insostituibile per la sua capacità di essere prima punta, seconda punta, terzino, picchiatore, autista, ferrotranviere, capocomico e via dicendo, col pregio della maglia bianconera sulle spalle; troverebbe spazio il brasiliano Amauri, proveniente da due mezzi campionati deludenti ma ultrasponsorizzato da Lippi, che quindi ora che arriva il passaporto non può non convocarlo e addirittura non farlo giocare titolare; ci sarebbe, infine, er pupone, quello che diceva di non poter giocare nella nazionale di Donadoni per insormontabili problemi fisici, e ora voglioso di partecipare alla spedizione africana di quella attuale (con tanto di campagna di stampa a proposito). Considerate, infine, la presenza del bomber Pazzini: cosa vi rimane? Un bel posto in panchina dietro l’asino brasiliano? Un’estate di critiche e pressioni dalla stampa, poichè non si hanno santi in paradiso come i colleghi bianconeri?

fabio cannavaro Sono strani i criteri di selezione di Marcello Lippi: Antonio Cassano  no, e vabbè, Massimo Ambrosini no, e già va bene di meno, perchè poi si convoca il Gattuso al quale ha allegramente soffiato il posto nel Milan (fatto avvenuto solo negli ultimi mesi per via delle disavventure fisiche del pesarese) – lo stesso Gattuso che per fare l’uomo vero combina pasticci nell’ultimo derby di Milano, oppure rompe la serenità dello spogliatoio del suo club. Infine, se proprio bisogna convocare un oriundo, si convochi un Thiago Motta, che di esperienza in campo internazionale ne ha certo di più del discontinuo Montolivo e di Palombo. Visto il Fabio Cannavaro degli ultimi due anni, inoltre, sarebbe meglio spingere sul ritorno Alessandro Nesta, che tuttavia, con coerenza, vuole restare fuori.

Così dovrebbero andare le cose. Il pianeta azzurro, però, pare funzionare in maniera differente.