La Cianciulli

Barbara Bracco, La saponificatrice di Correggio. Una favola nera, Il Mulino, Bologna 2018.

Uno dei libri più interessanti che mi è capitato di leggere lo scorso anno è stato un breve saggio di Barbara Bracco, storica dell’Università di Milano Bicocca, che ricostruisce le indagini, la detenzione in manicomio e il processo a Leonarda Cianciulli, nota giornalisticamente come la saponificatrice di Correggio, località in provincia di Reggio Emilia.

I fatti attorno ai tre omicidi per cui la Cianciulli fu condannata sono, in linea di massima, abbastanza noti: la carnefice, moglie di un funzionario pubblico e con antichi precedenti penali per furto e truffa, tra il 1939 e il 1940 attirò a casa sua con false promesse di matrimonio o di lavoro tre donne. Ognuna di loro fu uccisa e, stando a quanto raccontò la Cianciulli nel suo memoriale, i loro cadaveri furono saponificati oppure mangiati (ad esempio, trasformati in farina per biscotti o finiti in marmellate). Quanto ci fosse di vero nel racconto che la Cianciulli fa nel processo e, soprattutto, nel suo lungo scritto redatto durante la sua permanenza pre-processuale a guerra in corso ad Aversa, è stato da sempre oggetto di dibattito. La perizia scientifica dell’epoca, infatti, concludeva che la quantità di soda caustica utilizzata dall’assassina era insufficiente per concludere il processo di saponificazione di un corpo di un essere umano.

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Modern Greece, or the struggle for modernity

Stathis N. Kalyvas, Modern Greece. What Everyone Needs to Know, Oxford University Press, 2015

I bought Modern Greece. What Everyone Needs to Know not much time after its publication. I was curious about modern Greek history, which I did not know much about, as Greece used to be mentioned frequently in newspapers headlines during that period – but I found time to read it much later (and time to write about it only now).

I am no historian, while Stathis Kalyvas is a political scientist at Yale University: this means that I am neither willing nor able to properly judge his attempt to provide a useful resource for those approaching to Greece’s recent history. I only have a few comments or remarks, along with a short summary.

First of all, the book seems pretty convincing in expounding a trajectory made of boom-bust-bailout cycles over the last two centuries: on several occasions, Greek élites have set out ambitious goals, which then turned out to be risky or simply unaffordable in the short term. These efforts generated crisis which generally ended up with some form of foreign intervention. At the end of each cycle, Greece had found itself struggling for a while, but, at the very end, it used to find itself better than it used to be at the beginning of the same cycle – and actually, Greece has not been a late modernizer, but one of the first countries to catch up with Western Europe. If you go through the book, starting from the fight for national independence and finishing with the Eurozone crisis, you will be quite convinced – as I have been – that this recurring pattern has effectively taken place in Greek history.

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Daniele Giglioli, Critica della vittima, 2014

Daniele Giglioli, Critica della vittima. Un esperimento con l’etica, Nottetempo, 2014.

“Perché lo dico io”: così si intitola uno dei paragrafi di Critica della vittima, un breve volumetto di Daniele Giglioli, docente di Letterature Comparate, pubblicato da Nottetempo nel 2014. E’ un frase che esemplifica sia l’atteggiamento dell’intellettuale escluso o che si presenta come tale, sia delle masse ai tempi del web 2.0. Non si possono mettere in discussione lo status di vittima, l’emarginazione sociale o culturale, il torto subito e l’assoluta rivendicazione che da questa ha origine.

Non è, questo, un libro che critica la vittima in sé o che si lancia solamente in una distinzione tra vittima reale e vittima presunta o immaginaria – come ricorda l’autore, «(d)alle vittime reali alle vittime immaginario il tragitto è lungo e accidentato» (p. 11). E’ piuttosto un testo che esamina un’antropologia e un’etica negative, che fondano su un’ingiustizia la propria potenza, la propria autorità, o semplicemente il proprio diritto a un’indiscutibile opinione, soddisfacendo così anche un certo desiderio di identità, di innocenza originaria (la vittima è innocente per definizione) e di una narrazione fondata sulla verità. Quest’etica negativa, così, richiede una riparazione dall’ingiustizia che non avverrà mai e che richiede uomini forti e soluzioni decise. Da qui, quindi, la crisi dell’analisi complessa, la ricerca di una soluzione semplice o semplicistica, del rifiuto della complessità in nome della parola incriticabile della vittima. Continue reading “Daniele Giglioli, Critica della vittima, 2014”

L’obbligo di leggere?

Oggi mi sono vergognato un po’. Ero in biblioteca, cercavo un testo e ad un certo punto mi è caduto lo sguardo sull’Etica Nicomachea di Aristotele, che è un classico della filosofia in generale, dell’etica in particolare, ed un testo precursore della virtue ethics. L’ho preso in prestito, perché, pur avendo sgobbato un po’ quando ero studente di laurea magistrale per il mio esame di storia della filosofia antica e quindi sapendo in maniera generica di che tratta, non l’ho mai letto e mi sono detto che per un dottorando in filosofia al terzo anno è cosa piuttosto grave. Tornato a casa, incuriosito da questo pensiero che certi testi non possono mancare alla lettura di chi si occupa di certe cose, mi sono messo a cercare su Google, come base di partenza e per vedere cosa dicono gli esperti (sempre che dicano), siti o blog che facessero un elenco di testi classici che devono essere letti. Ogni lista è chiaramente discutibile, allora ho deciso di farne una mia delle letture complete, parziali o in corso di testi più o meno fondamentali della storia della filosofia occidentale. Chiunque passi di qua, può dire la sua, magari confrontiamo ed esce fuori che sono un asino. Questi sono quelli che ho letto da copertina a copertina:

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W. Stafford, John Stuart Mill, 1998

Con questo post do inizio a una rubrica che vuole molto modestamente offrire recensioni ed opinioni delle mie personali letture. Non c’è alcun intento promozionale alla base, forse divulgativo, ma il mio scopo primario, ora, è quello di fare un po’ di pratica volta all’automiglioramento e di esercizio intellettuale utile alle mie abituali occupazioni. Per questo motivo, molto probabilmente, numerose letture saranno legate al mio ambito di studi, alcune di queste potrebbero anche essere decisamente datate, ma soprattutto tutte le vostre considerazioni,le vostre critiche, le vostre correzioni e i vostri punti di vista saranno benvenuti e molto graditi.

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