La difficoltà del votare

In questo blog raramente aggiornato la politica è l’argomento probabilmente trattato con maggiore frequenza, tra l’altro esponendo opinioni che, col tempo, sono anche andate cambiando. Quest’anno alcune di queste opinioni andranno finalmente soppesate in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo.

Cinque anni fa ero in Albione e suggerivo di votare Partito Democratico, pur non potendolo votare io stesso (non ero iscritto all’AIRE, mentre ora lo sono). Fu una scelta fatta un poco per esclusione, un poco per la volontà di non vedere altri personaggi avventurosi al governo. Cinque anni dopo noto che dalle parti dello stesso partito si cerchi di portare avanti l’immagine di “forza tranquilla” (alla François Mitterrand), nonostante nel frattempo i cosiddetti rottamatori abbiano preso in mano il partito e un pezzo della storica classe dirigente abbia deciso, per motivi non solo politici ma anche personali, di andarsene e fare la loro battaglia da fuori – extra ecclesiam nulla salus, a mio avviso, ma, come dicevo, qui alcune battaglie fatte sono state tutto fuorché politiche.

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