Alla rinfusa: pallone e cinema

Grave Danger-  Mi pare che abbia poca ciccia la teoria secondo cui il disastro mondiale è figlio di Calciopoli. Ricordo che prima del 2006 abbiamo collezionato brutte figure agli Europei del 1996 e del 2004, e ai mondiali del 2002 (ok, quello fu un mondiale paurosamente taroccato nelle partite degli avversari della Corea, e comunque resto convinto da otto anni che l’avremmo vinto se ci fosse stato l’Eugenio Corini del Chievo dei miracoli al posto di un centrocampo di mediani). Dopo Calciopoli, ricordo un girone di qualificazione europeo col record di punti per la nazionale azzurra, e una sola partita sbagliata, quella contro l’Olanda, da parte di Donadoni. Nel frattempo, le squadre italiane hanno vinto la metà delle Champions League post-Calciopoli. Un po’ pochino per produrre inferenze, non trovate?

– Al cinema arriverà ad ottobre Buried, di cui verrà proiettata un’esclusivissima anteprima a Roma il mese prossimo (qui il trailer). La trama è quella di un soldato americano in Iraq che ad un certo punto si ritrova misteriosamente seppellito sotto terra. In attesa, io consiglio sulla stesso tema (seppelliti sotto terra) di vedere Grave Danger, lo spettacolare episodio di CSI: Las Vegas diretto cinque anni fa da Quentin Tarantino.

E non finisce qui

Il carro di Lippi. Fonte Dagospia Viva Roberto Donadoni! Viva le pappine che prese contro l’Olanda, l’umiliazione inflitta alla Francia, il suo tentativo di rinnovare la nazionale e viva la sua eliminazione ai rigori contro i futuri vincitori del torneo. Oggi a qualcuno in federazione fischieranno le orecchie, perché quella spedizione era semplicemente composta dai migliori giocatori a disposizione (forse, escluso, il Pippo Inzaghi in grande forma della primavera 2008). Questa no. Questa è stata una nazionale costruita dalla forza dell’abitudine, dalla riconoscenza, dal desiderio di far gruppo e creare tranquillità ancor prima di giocare a calcio – un buon calcio.

La spedizione di oggi crea danni anche per il futuro: Quagliarella con il gran gol odierno ha guadagnato del credito, e salvo crolli futuri resterà nel giro per un po’, e questo è un disastro. Reti del genere Quagliarella le ha sempre fatte, ma alternate a sparizioni dal campo e a prestazioni che definire sconcertanti ed irritanti è poco. A sto punto meglio Cassano, che è anche capace di suggerire. E cosa dire di Gilardino? Il nuovo ct, visti i trascorsi nello stesso club, non lo lascerà certo fuori.

Non so più come insultarvi Che la preparazione atletica sia stata buona in vista di questo mondiale si è notato: la squadra ha finito tutte le partite in crescendo. Il problema è che il punto di partenza di queste prestazioni era tecnicamente bassissimo. Ora è necessario mettere o rimettere dentro definitivamente Balotelli, Rossi, Ranocchia, nonché i vari Borriello, Ambrosini, Cossu se si riconfermano ai livelli dell’ultima stagione. E’ bene sperare che Santon torni il ragazzino fenomenale dell’esordio in serie A, conservare Pirlo per un altro paio di anni (Montolivo è come Gilardino: ad alti livelli rende zero), piantare una difesa decennale Bonucci-Chiellini e spazzare via gli equivoci tattici (se Di Natale fa un sacco di gol, è inutile piazzarlo all’ala). Questi accorgimenti si potevano prendere anche in questo mondiale e – ne sono sicuro – sarebbe stata sicuramente un’altra storia almeno in questo girone.

Vergogna Lippi, forse sarebbe stato meglio che di mondiali ne avessimo avuti solo tre. Ora ne abbiamo quattro ma ci rideranno dietro per i prossimi dieci.

Siano chiare le colpe di Lippi

Marcello Lippi Non è per fasciarci la testa prima del tempo, ma questa nazionale oggi si è giocata gran parte delle proprie possibilità di arrivare tra le prime quattro: lo scivolone della Spagna ci forniva buone probabilità di incontrare una squadra abbordabile anche nei quarti di finale, considerando la nostra vittoria nel girone. Invece, il pareggio contro la Nuova Zelanda ha messo in luce tutti i problemi della rosa azzurra, i cui unici pregi sono la tenuta atletica e la determinazione.

Problema numero uno: la riesumazione di Fabio Cannavaro, assolutamente inadeguato ad alti livelli da uno-anni, ma inamovibile in nazionale a dispetto di un Bonucci solido in campionato e più che soddisfacente in una delle amichevoli di questi mesi (Italia-Camerun).

Problema numero due: l’assoluta mancanza di fantasia in questa rosa. Per quel che mi riguarda, non avrei convocato né Cassano (assolutamente inconsistente nelle sue esperienze in maglia azzurra), né Totti (se dici no alla nazionale quando sotto diversa gestione, non si vede perché tu debba tornare quando c’è l’amico Lippi). Oltre a questi due, però, a casa ci sono Balotelli, Rossi e Cossu, più Miccoli infortunato, e Pirlo difficilmente giocherà la prossima partita per i problemi noti. Vero che forse non ci sono fenomeni, ma si capisce assolutamente che la quantità di piedi buoni lasciata a casa è enorme. Così si spiega la mancanza di giocate di prima, di dribbling, e il penoso spettacolo di tentativi di fermare la palla che diventano involontari stop a seguire. Se Zambrotta è da due partite uno dei migliori in campo, un motivi ci sarà, vero Marcello?

Forza Italia

2010 FIFA World Cup logo Visto che l’omonimo partito non c’è più, si può tornare a sostenere con parole più chiare e cuore più leggero la nostra squadra nazionale. E’ una squadra, però, che non ha stelle e, soprattutto, ha un allenatore che sembra confuso (anche se non è detto che lo sia). Lasciamo stare il discorso delle convocazioni (Camoranesi al posto di Cossu o Rossi grida vendetta, così come sono discutibili gli ostracismi biennali nei confronti di Ambrosini, Balotelli ed altri).

Pare che la nostra difesa centrale sarà ancora guidata da Fabio Cannavaro, reduce da una stagione disastrosa col suo club e in procinto di trasferirsi nel campionato degli Emirati Arabi. La coppia difensiva più adatta, invece, sarebbe quella con Bonucci o Chiellini, ma probabilmente giocheranno entrambi solo se il secondo sarà schierato terzino (e sulle fasce non abbiamo nulla di più di Zambrotta, Maggio, Criscito). Se il centrocampo sembra essere ormai a posto, dopo i tentativi iniziali con Marchisio avanzato o Di Natale arretrato e cose del genere, in attacco la confusione regna sovrana: l’unico punto fermo è Gila, ma oggi pomeriggio in un’amichevole Lippi non ha nemmeno presentato il capocannoniere della serie A, nelle amichevoli spacciato per ala. Ad ogni modo, se Di Natale e Pepe saranno i due attaccanti esterni titolari, avremo un reparto offensivo composto dai titolari di squadre di media-bassa classifica dell’ultimo campionato.

Nel frattempo, s’è giocata la partita inaugurale: il Sudafrica ha strappato un punto a un Messico moscio e con una difesa sorprendentemente disattenta, forse non abituata a giocare in una squadra così offensiva. Blanco, il talento centroamericano, pare grassoccio, lento e cotto. Marquez segna il gol del pareggio contro i padroni di casa, i quali, se arriveranno agli ottavi, sarà per loro un miracolo: giocano in casa, ma scarsi sono e scarsi rimangono.

A proposito di Marquez: l’ho comprato al fantamondiale ma non l’ho schierato. Si parte bene. Ecco la mia squadra, con 250 milioni di euro mi sembra uscita bene:

– Butt, Neuer, Wiese
– Agger, Bonucci, Maggio, Marquez, Papastathopoulos, Piqué, Skrtel, Van Der Wiel
– Afellay, Behrami, Cahill, Dos Santos, Feilhaber, Hamsik, Kakà, Pienaar
– Cavani, Dedic, Luis Fabiano, Nomvethe, Robinho, Rooney

Mi mancano

Pirano, Slovenia Mi mancano il mare, il bel tempo, il mojito del Lato Sud e il mio campionato master su PES 2010.

A Lubiana piove sempre, in modo particolare nei fine settimana; due giorni fa qui, vicino alla stazione e al Metelkova di cui vi ho già parlato, hanno aperto una graziosa pizzeria italiana (dall’originalissimo nome di Little Italy), e così sarà più semplice seguire il mondiale degli azzurri. Di vedere Slovenia-Algeria con commento nell’incomprensibile lingua locale non ho poi molta voglia.

Avrei tante cose da scrivere, sull’attualità politica, sulle intercettazioni, sul calcio, sulla mia vita qua, sull’insonnia che mi perseguita da mesi e sulla musica che ascolto, ma, sapete, mettersi alla tastiera quando si ha altro da fare (e da voler fare) si rivela talvolta più impegnativo di quel che sembra.

Domani, probabilmente, si va qua.

Se fossi il ct

Mario Balotelli con la nazionale under 21 Oggi sono state comunicate le trenta preconvocazioni per i mondiali. Oddio che schifo, e non commento oltre. Inspiegabili le convocazioni di Gattuso, Marchetti, Camoranesi, Grosso, se non per mancanza di alternative valide visto l’ostruzionismo di Marcello Lippi nei confronti di numerosi giocatori (chi perché è troppo giovane, chi per motivi personali, chi perché non fa parte del “gruppo” eccetera). Se fossi stato io il commissario tecnico della nazionale azzurra, avrei portati i 23 seguenti giocatori:

Portieri: Abbiati, Buffon, Sorrentino

Difensori: Bonucci, Cassani, Chiellini, Criscito, Gamberini, Maggio, Zambrotta

Centrocampisti: Ambrosini, Aquilani, De Rossi, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pirlo

Attaccanti: Balotelli, Borriello, Di Natale, Iaquinta, Pazzini, Rossi

Avrei avuto dei dubbi su Miccoli (grande campionato da dicembre in poi), Thiago Motta, (in grande forma da un mese, ottimo per i mondiali; vabbè che è oriundo, ma è azzurrabile e effettivamente la nostra nazionale fa schifo, quindi…), Lazzari e Gilardino, che qualche gol lo va piazzando. E peccato per gli infortuni di Santon e Ranocchia.
E adesso guardate quanti tag metto qui sotto…

Deutschland (e Barça)

wolfsburg_home_0607 Ho letto – o sentito dire – da qualche parte che la riduzione del numero di squadre italiane in Champions League sarebbe un effetto ridicolo del ranking Uefa perchè (più o meno letteralmente) «volete mica mettere la Juventus col Wolfsburg»? Ecco, c’ho pensato: meglio il Wolfsburg.

Avete visto qualche partita di Europa League recentemente? Tutti gli stadi pieni, con squadre a ranghi completi per tentare di portare a casa un trofeo. Se ci fossero state squadre italiane, avremmo visto stadi semivuoti e un’ammucchiata di riserve, come una coppa Italia qualsiasi (a proposito…).

Avete visto giocare la Juve? Avete visto le qualità della sua attuale dirigenza? Avete visto il declino ormai inarrestabile del Milan, e il canto del cigno della Roma in mano alle banche? Avete visto al Fiorentina tentare di affrontare cinquanta e passa partite stagionali con Gobbi, Keirrison e Kroldrup? Avete visto, infine, l’Inter, la più presentabile di tutte solo grazie ad un’ammucchiata dei più formidabili fabbri e carpentieri in circolazione uniti a tre o quattro ottimi attaccanti?

Dire che i grandi campioni amano oramai Liga e Premier League è un’ovvietà nota e ripetuta da qualche anno. Avete presente, però, tutta la nuova leva di calciatori dell’est europeo? Buona parte ora è in Germania. Una volta indovinate quale campionato avrebbero scelto? Bravi, la Serie A, avete indovinato.

Ciò che ancora più mi preoccupa è la nazionale: avete provato a mettere in fila il probabile undici titolare? Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Gattuso, Pirlo… mi fermo per carità di patria. Ci facciamo e ci faremo ridere dietro.

Nel frattempo, forza Barça.

Della nazionale di calcio dell’Italia e di come sia divenuta un club per pochi eletti

Marcello Lippi Immaginate di chiamarvi Alberto Gilardino, buono e regolare goleador da ormai un certo un numero di anni (infortuni e crisetta milanista esclusi), che viene spesso e volentieri convocato da Marcello Lippi per indossare la maglia azzurra; immaginate inoltre di aver giocato, su tredici partite ufficiali degli ultimi due anni, otto volte con quattro reti all’attivo (il gol della qualificazione ai mondiali più una tripletta ad evitare una figuraccia epocale contro Cipro a Parma) e di non avere colpe rilevanti nella pessima prestazione di Confederations Cup, a differenza di qualche senatore.

Immaginato tutto questo, in vista del torneo in SudAfrica potreste trovarvi nella seguente situazione: nel reparto offensivo della nazionale azzurra ci sarebbero degli attacanti snelli, quelli nani, da mettere sulla fascia e che magari hanno buoni mezzi tecnici, tipo Totò Di Natale e Giuseppe Rossi; ci sarebbe un’ottima ala o mezzala che è Mauro Camoranesi; poi il signor Vincenzo Iaquinta, insostituibile per la sua capacità di essere prima punta, seconda punta, terzino, picchiatore, autista, ferrotranviere, capocomico e via dicendo, col pregio della maglia bianconera sulle spalle; troverebbe spazio il brasiliano Amauri, proveniente da due mezzi campionati deludenti ma ultrasponsorizzato da Lippi, che quindi ora che arriva il passaporto non può non convocarlo e addirittura non farlo giocare titolare; ci sarebbe, infine, er pupone, quello che diceva di non poter giocare nella nazionale di Donadoni per insormontabili problemi fisici, e ora voglioso di partecipare alla spedizione africana di quella attuale (con tanto di campagna di stampa a proposito). Considerate, infine, la presenza del bomber Pazzini: cosa vi rimane? Un bel posto in panchina dietro l’asino brasiliano? Un’estate di critiche e pressioni dalla stampa, poichè non si hanno santi in paradiso come i colleghi bianconeri?

fabio cannavaro Sono strani i criteri di selezione di Marcello Lippi: Antonio Cassano  no, e vabbè, Massimo Ambrosini no, e già va bene di meno, perchè poi si convoca il Gattuso al quale ha allegramente soffiato il posto nel Milan (fatto avvenuto solo negli ultimi mesi per via delle disavventure fisiche del pesarese) – lo stesso Gattuso che per fare l’uomo vero combina pasticci nell’ultimo derby di Milano, oppure rompe la serenità dello spogliatoio del suo club. Infine, se proprio bisogna convocare un oriundo, si convochi un Thiago Motta, che di esperienza in campo internazionale ne ha certo di più del discontinuo Montolivo e di Palombo. Visto il Fabio Cannavaro degli ultimi due anni, inoltre, sarebbe meglio spingere sul ritorno Alessandro Nesta, che tuttavia, con coerenza, vuole restare fuori.

Così dovrebbero andare le cose. Il pianeta azzurro, però, pare funzionare in maniera differente.